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Percezioni distorte della disabilità e delle tecnologie assistive a suo supporto

Pubblicato il 12/10/2020 08:00 
 

Da quando frequento dei gruppi sociali su Internet partecipati dalle persone non vedenti, cioè dal 1998, mi sono accorto piano piano di un'opinione comune distorta verso le proprie tecnologie assistive, in particolare i Software, con cui gli individui del gruppo manifestano in prevalenza vergogna o dissenso quando si trovano a citare o parlare di questi ausili. Ritengo che ci sia un sentimento comune distorto in quanto questo sentimento è del tutto privo di basi, poiché si fonda su una percezione negativa degli strumenti assistivi che invece possiedono una forte connotazione positiva, in quanto di beneficio alla vita delle persone con disabilità visiva.

Individuo questo dissenso come atteggiamento Sociale appartenente a tutto il gruppo, utilizzato nel gruppo da quegli individui privi di pensiero critico e/o poco inclini a mettere in discussione le regole tacite. Sembra che il titolo di studi non influenzi più di tanto questo comportamento.

Il dissenso del proprio gruppo Sociale è un sentimento generalizzato attraverso cui il gruppo manifesta disaccordo nei confronti di un'idea, di un atteggiamento, di un'entità, di un modo di fare. L'anomalia nel caso in esame risiede nel manifestare dissenso o vergogna verso atteggiamenti o idee che in situazioni di normalità riceverebbero solo consenso.

Qui di seguito descrivo dei fatti per esemplificare questi comportamenti. Anche se essi possano apparire di tralasciabile entità, sottendono un pensiero comune distorto che bisognerebbe correggere mediante comportamenti alternativi da parte delle persone considerate dal gruppo autorevoli, attraverso un positivo processo di imitazione.

Un sito Web descrive i Software utilizzabili dalle persone non vedenti. Vengono elencati Software di utilizzo comune come Microsoft Word, Open Office, Abbyy Fine Reader, Omni Page ecc.. Nella sezione che riguarda gli screen reader e altri Software assistivi utilizzati dai non vedenti, l'autore del sito si giustifica scrivendo che, pur menzionando quei Software speciali, non intende fare loro nessuna "pubblicità". Questa differenza ha catturato la mia attenzione, perché insita in essa c'è un pensiero, secondo me distorto, già osservato in altre situazioni. Perché quando si citano i Software di Ausilio il sito ritiene in dovere di evidenziare che non si tratti di "pubblicità", mentre per gli altri Software no?

Da fine anni novanta seguo e partecipo a diverse mailing list, dove all'interno si sono venute a creare le dinamiche proprie dei gruppi sociali. Il comportamento di alcuni membri ricalca quello del sito appena presentato. Persone che si scusano per utilizzare una Tecnologia piuttosto che un'altra; persone che si giustificano perché preferiscono un Ausilio piuttosto che un altro; persone che si schermiscono perché un Ausilio ha un costo. Questo comportamento viene accentuato quando si è in un gruppo Sociale diverso da quello in cui si partecipa in prevalenza, come a voler prendere le distanze dall'utilizzo di un Ausilio, trasmettendo tacitamente al gruppo anche un messaggio distorto sulla propria disabilità.

La dinamica che muove la psicologia di questi individui all'interno del gruppo è comprensibile. Si adottano dei biases che inducono comportamenti errati. L'individuo immagina, se parlasse positivamente di un Ausilio, una reazione negativa del gruppo, che in realtà non c'è, come se il gruppo esercitasse una reazione censoria preventiva.

Il sito si schermisce di aver pubblicato i nomi dei Software di Ausilio, mentre pubblica normalmente i nomi dei Software comunemente utilizzati. Un comportamento che normalmente non avrebbe bisogno di alcuna giustificazione.

Penso che siamo in presenza di distorsioni involontarie. I biases, le distorsioni sistematiche di giudizio, fanno parte della Natura umana e probabilmente sono a loro volta ineliminabili. Questa tendenza a distorcere le cose ha avuto sicuramente un inizio, probabilmente un giudizio indotto inizialmente da qualche personalità autorevole del gruppo Sociale, anche se irrazionale e lontano dal comportamento ideale. Sotto alle distorsioni ci sono motivazioni "calde" indotte dalla preoccupazione di essere giudicati da parte del gruppo Sociale, un terreno emotivo che le rende frequenti e difficili da rimuovere, soprattutto quando esse sono ben radicate.

Per cercare una soluzione a questo problema è necessario comprendere la realtà delle cose, al fine di prendere decisioni adeguate. È sbagliato pensare che la propria disabilità e la preferenza di utilizzo di alcune tecnologie assistive abbiano bisogno d'essere giustificati. È sbagliato vergognarsi per l'utilizzo che si fa di un Ausilio. La disabilità non è da considerare un fallimento personale, così come gli ausili che si utilizzano a Sostegno della propria vita non sono un fallimento di cui vergognarsi, né internamente nel proprio gruppo Sociale né esternamente. I comportamenti menzionati in questo articolo sono conseguenze emotive indotte nell'individuo dal gruppo Sociale con cui interagisce. Si imparano molte cose dagli altri, per apprendimento Sociale, tramite l'imitazione e la tradizione. Per chi non possiede un pensiero analitico e/o critico, è nocivo apprendere per imitazione dei comportamenti sbagliati. La simpatia rende l'altro una buona fonte di apprendimento Sociale. Chi ci piace, facilmente diventa per noi un modello da imitare. A volte però simpatia o antipatia sono due sentimenti che inducono biases di giudizio. Invece, per il bene del gruppo Sociale, sarebbe necessario saper valutare e criticare i comportamenti, al fine di stabilire se essi siano utili o nocivi, se siano da imitare o da ignorare. Bisognerebbe analizzare ogni situazione, suddividendo gli argomenti nelle loro costituenti di base. Si evidenzierebbero così eventuali contraddizioni: perché per gli ausili è "pubblicità" - sentimento negativo - mentre per gli altri Software no? La dichiarazione del sito non ha alcuna giustificazione oggettiva; dimostra invece la percezione distorta del singolo soggetto nei confronti dei Software di Ausilio; quindi è un'opinione da ignorare o evidenziare, perché nociva nella Formazione dei giudizi del gruppo sugli ausili a supporto della disabilità.