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Non Vedenti, Braille e Tecnologie di Stampa

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Lettera aperta a Louis Braille

Pubblicato il 19/02/2021 17:00 
 

Caro Louis,
alcune persone mi dicono che sono matto, a causa di questa voglia, venutami ultimamente, di Scrivere lettere a personaggi che sono passati a miglior vita. E così... lo scorso novembre, ho inviato una lettera a Valentin Haüy, da Parigi, in cui gli ho scritto dei successi e delle difficoltà di cui i ciechi nel mondo godono e soffrono in Materia di impiego lavorativo. Sono sicuro che sarai felice di leggerla... ti farà piacere sapere che in marzo l'ha pubblicata anche una Rivista francese che porta il tuo nome. Voglio provare a trasmettertene una copia via Internet, perché sono sicuro che tu hai accesso a questa rete... non come me, che mi rimandano la connessione di mese in mese.

Louis, ci sono cose che mi rattristano e altre che, allo stesso tempo, mi irritano. Ci sono state persone, e ce ne sono ancora, che non colgono il valore del tuo sistema, in attesa di qualcosa che lo sostituisca. Stupidi illusi!

Ti confesso che la prima volta che ho messo le dita sopra un Foglio scritto coi tuoi puntini (avevo allora dieci anni), mi sono spaventato: dentro di me ho pensato che non sarei mai riuscito a decifrare quel caos di punti. Però, dopo aver trascorso qualche mese in uno degli istituti che allora chiamavano speciali, ho superato quella barriera psicologica e ho cominciato a Leggere con gran facilità.

È probabile che, sebbene non lo si faccia esplicitamente, si inquadrino le persone in funzione delle loro capacità sensoriali: chi vede bene è migliore di chi vede poco, e chi vede poco è superiore a chi non vede nulla. Al bambino o all'adulto che abbiano un residuo visivo, per quanto piccolo sia, oggi si raccomanda loro di imparare a Leggere la Scrittura comune, e, in molti casi, non li si mette a conoscenza dell'esistenza del Braille.
Louis, giusto per la Cronaca, tanti anni fa, quando andavo a Scuola, anche i bambini che avevano un residuo visivo li obbligavano a Leggere il tuo codice con le dita. Certo, tale attività non era molto stimolante, loro preferivano giocare a calcio, piuttosto che impegnarsi a Studiare. Eppure veniva loro insegnato il tuo sistema.
Agli inizi degli anni settanta, quando apparve uno strumento che ancora oggi chiamano Optacon - fu una cosa rivoluzionaria, sul serio - lessi da più parti che era arrivata la fine del Braille. Louis, perché tanta avversione? Forse Leggere con le dita è qualcosa di osceno?
Sono a conoscenza che tu, dopo molte ore di discussione con Charles Barbier, hai deciso che le combinazioni di sei punti sono la migliore scelta per la percezione Tattile. È evidente che eri già consapevole del fatto che un punto si adatta al Tatto meglio di una linea a Rilievo. E poi, Louis, quando hai presentato la tua idea alla direzione del tuo Istituto, ai tuoi insegnanti vedenti la tua straordinaria intuizione non è piaciuta. Pensavano che, per quella strada, i ciechi al massimo avrebbero potuto aspirare a iscriversi ai servizi segreti. Il tuo codice - dicevano - costituiva una indesiderabile barriera alla comunicazione tra vedenti e ciechi.
So che ti sei strenuamente sforzato a far capire loro che col tuo Metodo la Lettura avrebbe potuto essere molto più veloce e che, di conseguenza, l'accesso all'Informazione sarebbe diventato molto più veloce e completo. Però, malauguratamente, hai lasciato il nostro mondo senza ricevere direttamente la gratificazione di tutte le persone che poi hanno ben compreso l'importanza del tuo sistema.

Permettimi, Louis, che condivida con te la mia frustrazione, il mio dolore, per ciò che è accaduto con il passaggio di proprietà della mia casa paterna: i libri scolastici che avevo trascritto a mano in Braille sono stati dati alle fiamme. Alcuni mi erano stati dettati a Voce da mio padre, altri da alcuni insegnanti della mia Scuola, altri da me stesso copiati a partire da materiali che trovavo nei posti più disparati. Quante ore sottratte alla mia giovinezza per Scrivere quei libri, tempo che avrei potuto dedicare all'ozio o allo svago, tante ore per edificare, a forza di Tavoletta e Punteruolo, la Biblioteca personale della mia infanzia. Sai, Louis, cosa mi hanno risposto quando ho chiesto perché lo avevano fatto? "Perché occupavano molto spazio!"
Una cosa simile accadde, dopo le vacanze dell'estate europea, al ritorno nella mia residenza universitaria: tutti i miei libri in Braille erano scomparsi! Quando ho scoperto l'autore di tale misfatto, la sua giustificazione è stata: "Erano tanto grandi e tanto brutti..."
A proposito, visto che si parla di estetica, agli amici della FBU di Montevideo chiedo: "Un Libro in Braille è o non è bello?"

Louis, il tuo sistema è ugualmente estraneo a quell'insulto all'Intelligenza che mi è stato candidamente rivolto. Più di qualcuno mi ha consigliato di non Leggere in Braille in autobus, in treno o in aereo, perché secondo costoro attira troppo l'attenzione, trasmettendo della persona cieca un'Immagine negativa.

Louis, ci tengo a raccontarti questi aneddoti affinché vengano alla luce le contraddizioni che affliggono le persone cieche di tutto il mondo. Per esempio, ho provato un moto di ribellione nel 1990, quando in Mongolia ho incontrato un professore cieco. Aveva perso la vista a trent'anni, è un matematico, godeva di grande prestigio nella comunità scientifica del suo paese e insegnava in una università. Louis, quanto mi ha fatto male sentire dalla sua Voce che passava ore ed ore a dettare a un registratore a cassette riflessioni, conclusioni, formule matematiche...! Gli avevano detto che il Braille non gli sarebbe servito a nulla!

Venerdì scorso (La lettera è stata scritta il 27 marzo 1996 NDT), in Libano, un alto dignitario del Governo mi ha parlato orgogliosamente di come, grazie alla sua sensibilità, alcune persone cieche hanno trovato un Lavoro negli uffici governativi. Peccato che, Louis, quando ho parlato direttamente con una di queste persone assunte mi ha risposto che non conosce il Braille!

Louis, smetto di tormentarti col Racconto di queste ingiustizie, frutto dell'ignoranza. Per fortuna, la situazione globale è in netto miglioramento. Il sistema geniale che tu ci hai lasciato in eredità è protagonista anche di storie positive e incoraggianti. Coloro che lo comprendono e lo apprezzano, persino lo amano, sono oggi una vera legione, e tra loro, Luigi, ci sono senza dubbio tutti quelli che in questo momento hanno la pazienza di ascoltare questa lettera, che con amore ti mando da Montevideo.

Louis, al tuo sistema abbiamo dato il tuo cognome: Braille. Oggi il Braille viene insegnato anche negli Stati Uniti d'America, negli ultimi mesi sempre più diffusamente. Malgrado alcuni retrogradi, ci sono state persone che hanno lottato affinché nella legislazione di molti stati dell'Unione fosse stabilito il principio, un Diritto Umano in più, che tutti coloro che desiderano abbiano l'opportunità di impararlo.
Il tuo Braille oggi si realizza a costi decisamente inferiori e in quantità spettacolarmente superiori. Molte persone cieche e vedenti dedicano creatività e Intelligenza per trovare soluzioni innovative per inserirlo nei loro prodotti elettronici e informatici.
Louis, con l'avvento delle nuove tecnologie il tuo codice non è superato! Al contrario, con straordinaria semplicità, le sue potenzialità si stanno sempre più ampliando. Per me e per molte altre persone cieche di tutto il mondo, non è più un'utopia consultare in Braille voluminosi dizionari, enciclopedie, libri... utilizzando CD-Rom e altri strumenti elettronici. Non devo più preoccuparmi di come fare per gestire la mia Biblioteca personale - la mia Biblioteca Braille -, perché il problema di spazio che avevo prima ora è splendidamente risolto, grazie ai sistemi di memorizzazione Elettronica.

Louis, chissà se hai ancora la pazienza di seguire i miei racconti. Vorrei metterti a conoscenza di alcuni aneddoti che riflettono atteggiamenti diametralmente opposti a quelli descritti nella parte iniziale di questa lettera.

Penso ancora a quello che mi è successo con un professore di semantica, quando nel 1971 seguivo un corso estivo a Cambridge (Inghilterra). Quando ha saputo che sarei stato tra i suoi studenti, gli è venuto in mente di preparare per l'inizio del seminario tutti i relativi diagrammi a Rilievo, che è riuscito a realizzare con una penna a biro. Che innocente lodevole iniziativa! Louis, ha realizzato anche le lettere fatte in Braille. Prima, senza darmi spiegazioni, qualcuno mi aveva chiesto l'alfabeto scritto con il tuo sistema. Che sorpresa!

C'è anche l'episodio di una signorina dell'aeroporto di Tokyo, del Dicembre scorso (1995 NDT). Mentre cercava di risolvere dei problemi pratici per il volo che mi avrebbe fatto rientrare in Spagna, con allegria mi ha detto: "Signore, qui ci sono i fogli che ha dimenticato in aereo una settimana fa". Pensa Louis che la mia intenzione era quella di buttarli in un cestino, perché non ne avevo più bisogno. Grazie agli strumenti moderni, ora questo mi capita di frequente.

Per non parlare della signora che gestisce un servizio di pasti a domicilio. Dopo qualche settimana mi ha chiesto come distinguo i piatti del suo ricco menù, che abbiamo scelto insieme. "Non troppo bene", le ho risposto. Ti risparmio i particolari del disastro che ho fatto basandomi solo sull'Olfatto. Che bello è stato constatare la sua reazione! "Vedrò cosa posso fare".
La volta dopo i contenitori li ho trovati contrassegnati con delle etichette; la signora ha adottato una sua convenzione Tattile fatta di un cerchio per il dessert, una croce il piatto principale e una linea l'antipasto. Il solo inconveniente è stato che lei, entusiasta, si è spinta così oltre che ha aggiunto a Rilievo anche il nome alle pietanze. Poi, allegra, mi ha chiamato per valutare insieme il risultato del suo operato.
Stupito dalla sua buona volontà, le ho proposto di farle avere immediatamente delle etichette adesive per Scrivere in Braille con un Punteruolo e una piccola Tavoletta, in cui nel retro sono raffigurate le lettere del tuo alfabeto. La sfida non l'ha spaventata: da allora etichetta tutto in Braille. In questo modo io posso distinguere con facilità il condimento per l'insalata da quello per la carne.
Che gioia ho provato, Louis, per aver trasformato la sua buona volontà iniziale, simile a quella di Valentin Haüy, in qualcosa di molto più efficace, che grazie al tuo sistema è possibile ottenere.

Sono sicuro che, Louis, tu mi credi quando dico che non voglio, in alcun modo, essere considerato eccezionale o privilegiato. Desidero, in realtà, che tutti i bambini e gli adulti che incontro in Asia, Africa, America latina, che dedicano Lavoro e tempo preziosi per copiare a mano i libri in Braille che altri potrebbero facilmente realizzare, abbiano accesso a strumenti e materiali di base che oggi già esistono.
Senza dubbio, Louis, so che mi aiuterai nell'appello che rivolgo a un signore di nome David Blyth, mi hanno detto che rappresenta i ciechi di tutto il mondo, e a una signorina, molto spigliata e intelligente, di nome Norma Toucedo, alla quale, come ho sentito dire, hanno dato l'incarico di promuovere l'alfabetizzazione al Braille. Spero che facciano il più possibile affinché il mio desiderio non rimanga tale.

Louis, sai cosa ti dico? Da un po' di tempo, mi importa poco di quello che gli altri pensano della mia Immagine. Mostro con orgoglio la tua invenzione ovunque. Leggo materiale scritto in Braille in piedi, sdraiato, seduto... e, non manca mai nella mia tasca quella piccola Tavoletta che ho anche regalato alla signora che mi fornisce pasti a domicilio.
È il tuo codice che ha dato a tutte le persone cieche del mondo dignità, libertà e Cultura, senza precedenti.

Louis, prometto solennemente di esserti per sempre fedele. Se in futuro qualcuno dovesse inventare un sistema più efficace del Braille che tu hai ideato nel 1825, sono sicuro che tu, io e tutti noi ne saremo felici.

Tuo affezionato,

Pedro Zurita
Montevideo, 27 Marzo 1996

Traduzione italiana di Giuseppe Di Grande
(Rivista il 19 febbraio 2021)