DiGrande.it

Non Vedenti, Braille e Tecnologie di Stampa

Questo sito usa Cookie per personalizzare contenuti e annunci, fornire funzionalità per social media e analizzare i collegamenti. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione acconsenti al loro uso.
Leggi la Cookie Policy di DiGrande.it

Che ruolo avrà la Disabilità in questa nuova normalità sotto assedio?

Pubblicato il 19/10/2020 16:00 
 

Ora che ci stiamo riducendo a cavie di laboratorio, sarebbe più che giustificata una ricerca adeguata sulle finalità della nuova realtà sociale che ci viene imposta.

Grandi filosofi ed antropologi ci hanno narrato e anche spiegato la condizione umana e il nostro essere parte del tutto. La scienza oggi ha raggiunto livelli tali da rendere impossibile comprendere le nuove frontiere ed i nuovi limiti che la specie umana può raggiungere e sopportare. Dove la filosofia ha creato domande, non ha dato sufficienti risposte che il sapere non può raggiungere.

Il mondo della tecnica, da non confondersi con la tecnologia, ci ha resi privi di senso critico e di responsabilità emotiva e morale; i sentimenti sono ormai lasciati a vagare nella letteratura che non ci è più congeniale, ma che ci viene negata dal bisogno di professionalità e competitività tra noi membri di una società individualista ed emotivamente analfabeta.

la vita stessa sembra avere perso di significato e scopo, il suicidio giovanile non ha risposte da parte della psicologia ufficiale, ma ci rende perplessi e senza risorse motivazionali e culturali.

la maturità sembra essersi trasformata in capacità di sottomissione ad un modello di vita robotizzata priva di sensibilità, come se l'essere umani fosse un retaggio culturale da negare e ridurre a passato senza memoria.

Un nuovo spettro si aggira per il mondo e si chiama angoscia e anche paura di un nemico sconosciuto dalla capacità di confondersi tra gli incubi della notte del sapere.

Una pandemia come arma di distruzione di massa, sta trasformando le nostre vite in un isolamento volontario e voluto e condiviso.

La politica è ormai un ricordo sgradito ed inopportuno, mentre il progresso viene deformato in sviluppo senza limite di sorta. Il mercato chiede ed il popolo concede e dona senza uno scopo ed un fine. Dio è morto e il denaro lo ha sostituito.

In un mondo simile cosa possono chiedere ed offrire coloro che si definiscono disabili?

Quale associazione può essere capace di sostituirsi ad un progetto politico che non sia il mendicare pietà e consolazione?

siamo una società sotto assedio, ma non ci rendiamo conto di chi sia il nostro nemico più naturale e fondamentale per la nostra sopravvivenza, ovvero la natura stessa.

inoltre come occidentali e culturalmente cristiani, siamo la parte di popolo che sfrutta le risorse mondiali senza occuparci di fatto della povertà che induciamo nel resto del mondo.

Possiamo dunque pensare di cavarcela senza che le nostre debolezze biologiche - create dal supporto tecnologico e dalla medicina - ci rendano impotenti, mentre nuovi soggetti sociali e culturali ci interrogano sul nostro operato? Il tempo della supremazia occidentale sta finendo e per il nuovo mondo globalizzato la disabilità sarà merce avariata e inutilizzabile, l'emarginazione sarà una risorsa e come tale non potrà essere che una scelta obbligata.