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Non Vedenti, Braille e Tecnologie di Stampa

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Destini e personaggi da ascoltare con la voce dell'autore

 Giorgio Falco   Pubblicato il 16/10/2010 
 

Mi piacerebbe una campagna di Prevenzione per la sicurezza stradale. La vorrei incentrata sull'ascolto degli audiolibri in Automobile. Mai più spot pubblicitari e slogan, manifesti con macchinine affogate dentro cocktail alcolici pastosi o accartocciate dopo brindisi felici accanto alle olive. Fine dei dissuasori di velocità composti da cadaveri distesi su una strada suburbana, e basta gesso bianco sul catrame, che ricalca i contorni dei corpi assenti, evocati da testimonial di successo con parole di buon senso. Gli automobilisti italiani sono stanchi dei jingle radiofonici, delle news in pillole, delle previsioni meteorologiche, adesso ascoltano audiolibri! Le case automobilistiche forniscono audiolibri nelle autoradio di serie. Classici, best seller e soprattutto libri meno conosciuti trovano la giusta distribuzione tra il cruscotto e il parabrezza. Forse un Audiolibro è necessario per liberare la Lettura dal suo destino più recente e abituale – essere attività visi

va, solitaria e silenziosa – e consegnarla a ciò che anche è: un'armonia di suoni, Sillabe, tracce, storie raccontate da una Voce assente che rivive in noi. Proprio ieri, dopo aver subito l'umiliazione di un sorpasso azzardato e pericoloso lungo una circonvallazione, ho frenato al Semaforo, ma al posto di fissare il mio nemico di sempre –l'infinito fenomeno ingabbiato nell'utilitaria di fianco – ascoltavo, con migliore disposizione, la traccia numero ventisette dell'Audiolibro I nomi fanno il mondo, di Gian Luca Favetto.

A differenza di altri audiolibri, progettati come trasferimento dalla carta stampata all'ascolto, quest'opera di Favetto è concepita appositamente per l'esperienza orale. I nomi fanno il mondo è Formato da quarantuno brevi storie scritte e lette dall'autore stesso, con la presenza lieve e non invadente della Musica. Sono piccoli squarci, brevi testi spesso surreali, nel momento di quiete hanno uno scarto improvviso sorprendente, ritratti che racchiudono in poche righe il destino di un'esistenza suggerita anche attraverso i nomi dei personaggi: Gunther Volk, Angelo Spaventa, Giacomo Bambina, Angelo Maddalena, Ninì l'Amour, Fabio Forestieri sono alcuni nomi che compongono il breve ma affollato puzzle di Favetto. I personaggi vivono in un tempo vago, a volte remoto, astrazione prossima e distorta, riconoscibile soprattutto come tempo letterario che rinasce ogni volta, e in quel tempo si muovono anche soltanto per un flash, una testimonianza lampo che possa consegnarli ?

?? tramite le nostre orecchie - alla trasformazione di noi che li ascoltiamo, non nelle ideali condizioni d'attenzione – Ambiente domestico, rilassante tazza di tè, gatto ronfante sulle ginocchia – ma nel tempo incongruo e sospeso del surplace semaforico, quando in mezzo al traffico ci troviamo alla traccia ventisette: durante un incontro di tennis, aspettiamo che la pallina ricada sulla Terra dopo un pallonetto, ma l'attesa può durare giorni, anni, anche una vita, perché non abbiamo mai la certezza del ritorno.