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Restituzione della tessera associativa da socia dell'Unione Italiana Ciechi

Pubblicato il 30/08/2022 08:00 
 

A: Unione ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI – SEZ.TERRITORIALE DI CREMONA
E p. c.: Presidente e Vicepresidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Mi rivolgo alla sezione di Cremona, perché è qui che è stata rilasciata la mia tessera d’iscrizione.
Chiedo cortesemente che la mia eMail venga inoltrata ai soci di questa sezione, perché ritengo molto importante che questo messaggio arrivi a loro.
Poi inoltratela pure a chi di dovere.

Circolavano già da qualche anno voci che riportavano scelte su come il Presidente accentrasse importanti incarichi su persone a lui vicine. Molti denunciavano questo operato non corretto ed io ho sempre considerato questi solo pettegolezzi infondati.
Ora mi devo ricredere e anch’io devo constatare, con profonda delusione, che l’U.I.C.I. ha una direzione a conduzione familiare, che a mia insaputa già dal 2014 stava lavorando per vendere[*] l’Associazione ad un partito.
Non sono qui a contestare quale partito, destra o sinistra il concetto non cambia, ma tutti i ciechi iscritti devono purtroppo prendere in considerazione il fatto che, a loro insaputa, sono stati venduti[*] ad un partito e che ora il Presidente sta cercando di Salvare un’Associazione che con le sue mani ha già distrutto.
Devono rendersi conto che sono stati truffati[*], ingannati, sfruttati, utilizzati come merce di scambio[*] per le sue ambizioni di arrivista, tant’è che il Presidente continua, sostenuto dalla sua Vice Presidente, a ribadire il concetto che lui ha pensato solo al bene dell’U.I.C.I., che nello Statuto non esiste un articolo che regola e disciplina la candidatura di soci e loro rappresentanti, che li obbliga a dimettersi dalla carica qualora vengano eletti in politica, che comunque lui si è autosospeso e che, solo dopo le polemiche degli ultimi giorni, lui ha dichiarato di volersi dimettere dopo il 25 settembre.
Ma come! Lui Presidente di una Onlus si è dimenticato la cosa più importante?
L’U.I.C.I. è una Onlus ed è apartitica, questa è la cosa alla quale dobbiamo far riferimento e lui, povero con tutti gli impegni che ha, se ne è dimenticato.
Ma non è credibile!
Dal momento che lui viene candidato come Presidente dell’U.I.C.I., come può allora dimettersi?
Non ci vuole molto per capire che la poltrona fa gola anche a lui e che, una volta conquistata, non si riesce più a mollare, ma non è colpa sua (con Attac non si stacca più)!
Riprendendo quanto ho scritto sulla Presidenza a conduzione familiare, voglio portare a conoscenza quanto accaduto nella sezione di Cremona, a conferma che certe condizioni valgono solo per le unità periferiche, ma non per la Sede Centrale.
Nell’assemblea del 2020 sono stata esclusa dallo scrutinio delle schede per la votazione in Braille, perché mia sorella era Presidente sezionale; quindi io come familiare non potevo dare il mio contributo.
A tal proposito vorrei che qualcuno analizzasse le schede Braille depositate, perché gli scrutinatori non sembravano conoscere il Braille ad un livello sufficiente per l’incarico loro assegnato.
Bene, all’epoca si ricordavano di me, mentre se ne sono completamente dimenticati per il rilascio della medaglia di Riconoscimento per i 50 anni di appartenenza all’U.I.C.I..
L’Articolo 22, Comma 10 mi pone in una condizione svantaggiata rispetto ad altri soci: non potrò mai avere una carica all’interno dell’Associazione; io non ho scelto di avere una sorella non vedente, anzi, siccome io sono più giovane, potrebbe avere fatto lei questa scelta?
E, con riferimento a quanto ho scritto sopra, anche il Consiglio Nazionale è complice per avere messo ai vertici due persone che violano questo articolo.
Non mi dispiace lasciare questa Associazione che ormai non mi rappresenta più, mi rammarica il fatto che tante persone ci hanno lavorato con sentimento e non per Soldi, queste persone che ora si trovano imprigionate dal loro buon operato, perché si sentono responsabili verso i soci che in loro hanno creduto, queste persone che non riescono ad uscire proprio per coscienza e responsabilità.

Ecco la mia tessera che rappresenta l’Associazione in questo momento, opera di una Presidenza irresponsabile e arrivista.
Restituisco la tessera minuziosamente tagliuzzata e privata della mia Foto, poiché neppure questa deve rimanere in Associazione.

Orgogliosa di non far più parte dell’U.I.C.I.

Cremona, 29/08/2022
Annamaria Tozzi

[*] Termini utilizzati in senso metaforico. NDR