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Non Vedenti, Braille e Tecnologie di Stampa

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L'Autore si presenta: La vera genesi della Legge Stanca sull'Accessibilità

Pubblicato il 16/01/2024 08:00 
 

In realtà non parto dall'ultimo, come sembrerebbe. Comincio da questa risposta alla mia eventuale intervistatrice, per presentarmi anche ai lettori.

Origini in una campagna in quel di Potenza, molto bucoliche e georgiche. A sei anni internato in un Istituto per ciechi a Napoli dove ne esco a diciotto con la maturità classica, e tanta voglia di vivere. Frequento giurisprudenza all'università di Napoli e presto comincio a pensare che i Soldi del presalario (una sorta di borsa di Studio per chi in regola con gli esami) stavano per finire, quindi bisognava cercare Lavoro.

Le uniche chances possibili erano le assunzioni obbligatorie per Centralino e massofisioterapia e così riuscii a partecipare a uno di siffatti corsi organizzati dall'UIC, però in provincia. Titolo di Studio richiesto: quinta elementare.

Con questo diploma di Centralino fui costretto a emigrare da Napoli a Maratea per andare a fare il centralinista.

Quell'anno, la IBM (eravamo nel 1979), avendo portato con successo a termine l'assunzione di due non vedenti come programmatori, gestiva il primo corso in Italia per programmatori non vedenti cui partecipai, pur avendo sbagliato per due volte la mia data di nascita, lode alla memoria del dottor Giovanni Zanichelli, allora caporeparto all'IBM di Bologna. Il suo Direttore era l'ing. Pier Luigi Arnao che aveva dato l'ok alla assunzione presso l'IBM di Bologna di due programmatori non vedenti (Pierino Bianco e Marina Vritz), nel 1977. L'ing. Arnao farà parte per l'ASPHI, insieme all'ing. Celestino Grassi, del gruppo di Lavoro AIPA che dà il titolo al presente Lavoro.

In seguito a tale corso fui assunto presso il gruppo editoriale Fabbri a Milano come programmatore e lavoravo nel controllo di gestione, e feci pure la procedura per emettere gli assegni per pagare gli autori. Vi rimasi due anni. Volli però tornare a Napoli e così infine, dopo vari tentativi, entrai nell'INPS.

Era il 1985 e l'INPS stava vivendo la sua fase di edificazione Informatica e ciò a suon di motivazioni, di straordinari e missioni, con conseguente Guerra spietata.

Mentre gli altri avevano fatto la gavetta percorrendo i vari gradi io ero assunto direttamente come programmatore perché l'ASPHI, sostituitasi alla IBM nella gestione di tali corsi informatici per non vedenti, era riuscita a far approvare una sorta di emendamento alla allora Legge sul collocamento obbligatorio dei disabili (482, ora 68) che praticamente equiparava l'operatore informatico al centralinista e così ci potevano assumere, che allora non esistevano concorsi per collaboratori informatici.

Dunque fui osteggiato dai miei colleghi, non riuscii ad integrarmi anche perché in realtà il vero Lavoro di sviluppo veniva fatto a Roma, il meccanismo motivazionale era la missione. Io non volli arruffianarmi ed essi dissero che non potevano prendersi la responsabilità di mandarmi in missione in quanto Disabile e così rimasi in una sorta di limbo che rischiò di diventare inferno perché, perdendo potere contrattuale, qualsiasi "papera" si sentiva autorizzata a controllarmi.

L'INPS aveva già allora una enorme struttura di network basato su una estensione di OS2 (MVS) e dunque potevo lavorare a cose che mi interessavano. In particolare il problema di transcodificare i sorgenti di diversi compilatori in un Formato "human readable" e lo proposi all'allora Direttore Generale INPS Gianni Billia, lo stesso travolto dallo scandalo INAIL, che era un informatico.

Avevo sentito che la Direzione centrale INPS stava considerando l'acquisto di un Software con caratteristiche simili a quelle cui stavo lavorando e gli proposi con dattilografica i miei appunti e non giuro che ogni tanto il nastro non si inceppò lasciando in bianco.

Il megadirettore si complimentò personalmente con me e mi chiese in cosa potesse essermi utile. Gli chiesi di avere il piacere anch'io, come i miei colleghi normo, di partecipare a un corso e scelsi il corso di Intelligenza Artificiale, che rimane sempre un vecchio amore.

Dopodiché ovviamente più niente: Era finita la fase della edificazione Informatica e non si sviluppavano più nuovi progetti.

La situazione si trascinò fino al 1999 quando ancora presi l'iniziativa. Era cambiata la leadership e dunque inviai a tutta la gerarchia dei miei direttori centrali e generali un nuovo Documento intitolato "Disabilità e Free Software: Una scommessa da vincere con Linux", in cui dimostravo, dati alla mano, come pur avendo l'amministrazione speso 30 milioni in cosiddette attrezzature speciali per il sottoscritto, in ufficio non riuscivo a fare quello che invece a casa facevo meglio e per cui chiedevo di essere ammesso in via sperimentale al telelavoro. Purtroppo la scommessa non è stata vinta con Linux (vedi capitolo 2).

Il Direttore Centrale dei Sistemi informatici e Telecomunicazioni INPS, dr. Vittorio Crecco diede input affinche', nell'interesse mio e dell'Istituto, si ponesse termine a questa "anomala situazione". La mia partecipazione al gruppo di Lavoro Aipa, di cui si dira', fu perciò resa possibile e, nella prospettiva del telelavoro da me prospettata, mi fu messa a disposizione una linea ASDL presso la mia abitazione, nonche', a più riprese, assicurato il supporto e l'Assistenza Tecnica domiciliare necessaria. Senza l'interessamento del dr. Crecco certamente avrei avuto vita ben più dura in questi anni.

Ho cominciato ad occuparmi di accessibilità nel 2000 riuscendo a importare sulla intranet INPS sia la Traduzione italiana delle WAI sia il relativo Documento di Paolo Graziani del CNR di Firenze.

Frequentavo allora il newsgroup "it.comp.accessibilita.ciechi", fondato dal professor Alberto Villa del Rotary International che in quel periodo organizzava in varie città corsi gratuiti per l'uso del Computer e del sistema operativo Windows col supporto di tecnologie assistive per i non vedenti. Da quel newsgroup sono partite molte cose, molti discorsi, a cominciare da quanto qui si narra, passando per i libri digitali, per finire alla inadeguatezza delle cosiddette strutture speciali come la Biblioteca Braille di Monza e in generale delle associazioni di disabili come l'Unione italiana ciechi (nel seguito UIC), che solo dopo la campagna del prof. Villa cominciò anch'essa a organizzare corsi di alfabetizzazione Informatica per non vedenti.

Il newsgroup fu molto ostracizzato e infine chiuso con una argomentazione capziosa dal gruppo di coordinamento news: poco traffico dicevano! Ciò spiega il titolo di "Canto del cigno n.2" da me dato al post riportato al capitolo 18 con la risposta dell'on. Violante.

Allora qualcuno come il prof. Artico, docente di Matematica all'università di Padova, non vedente, aveva scritto a un po' di deputati oltre che più di qualcuno di noi cominciava a Scrivere ai vari webmaster pubblici.

Allora erano i tempi delle authorities e mi imbattei nell'AIPA concludendo che quello era il referente cui dirigere le varie proteste.

Così preparai una petizione, sorta di catena di sant'antonio, in cui si invitava a inoltrare la presente o simile al webmaster dell'AIPA. Non so dire quante petizioni gli arrivarono, però posso dire che io inviai circa 10.000 messaggi, facendo letteralmente spam e crossposting selvaggio sui newsgroups.

Chiesi a dei disabili visivi che però fossero stati anche autori di tecnologie assistive realmente utilizzate per anni dai disabili, di firmare con me una richiesta di audizione all'AIPA: proponevano di essere auditi non dei disabili in rappresentanza di associazioni, bensì come gente che aveva sviluppato tecnologie assistive tutt'ora utilizzate. Ed è a questo che si fa riferimento nel primo capitolo del Libro "I disabili nella società dell'Informazione" a cura di Carlo Batini (reperibile su www.pubbliaccesso.it). Questa sarà Materia dei prossimi capitoli.

Intanto l'allora Presidente della camera Violante annuncia il sito WAI.camera.it con notevole risonanza mediatica. L'UIC costituisce l'Osservatorio siti Internet, (nel seguito Osi o gruppo Osi), poi decapitato e svuotato nel tempo dal burocratismo della sua Commissione.

Vengo contattato da Umberto Del Vedovo, collega dell'INPS e si prospetta al direttore di costituire un gruppo WAI in INPS. Poiché mi occorreva la missione per recarmi a Roma a partecipare all'audizione, il Direttore dispose che Del Vedovo sarebbe venuto con me per l'INPS, lasciandomi libero di parlare a mio nome.

Da quella audizione scaturì il gruppo di Lavoro di cui ho fatto parte fino a un paio di mesi fa e che ha più o meno fatto la circolare 32 dell'AIPA, di cui si parlerà a partire dal capitolo 6.

Appena fu creato il gruppo di Lavoro AIPA mi resi immediatamente conto che una circolare era uno strumento limitato, non solo perché da noi non si rispettano le leggi, figuriamoci le circolari situate a un livello inferiore nella gerarchia delle fonti giuridiche! Occorrevano degli obblighi, occorreva una Legge e di iniziativa parlamentare.

Cosicché, l'11 settembre 2000, inviai a tutti i deputati un testo di proposta di Legge. (capitolo 7). Si era già in campagna elettorale e, se anche ci fu una certa risposta da parte degli onorevoli, non se ne fece niente.

Ho rilanciato nella casella di ciascun deputato un testo un po' migliorato della precedente proposta corredato di 150 firme raccolte in 20 giorni il 9 gennaio 2002.

Immodestamente ritengo che tra le dieci proposte presentate e la Legge approvata, quel testo rimane il più completo e ad esso hanno attinto a piene mani parecchi degli estensori delle varie proposte di Legge presentate in Materia, in particolare quelle che hanno avuto più adesioni: la Campa-Palmieri e la Labate-Violante-Jannone. Adesso abbiamo la Legge e mi darò da fare per contribuire al dibattito sul regolamento.

17 dicembre 2003

Accessibilità, Tecnologia Informatica e Pubblica Amministrazione

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Pubblicato il 09/01/2024 08:00