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Dall'Italia alla Cina: Biblos diventa ancora più internazionale

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Ci sono risultati che, quando arrivano, ti fanno fermare per un momento. Succede quando scopri che qualcuno, dall'altra parte del mondo, ha incontrato il tuo Lavoro e ha deciso di dedicarvi il proprio tempo. È quello che è successo a me con Biblos.

Un giorno mi arriva una eMail da Xinhai Yu, uno Studente universitario in Cina. Con grande rispetto mi dice di essere rimasto colpito da Biblos e mi propone di tradurlo in cinese semplificato. La mia prima reazione è un po' scettica. Non era la prima volta che qualcuno si proponeva di tradurre Biblos per poi scomparire davanti alla complessità del lavoro. Così gli spiego con sincerità che Biblos non è semplice da tradurre e che una localizzazione completa richiede tempo, attenzione e una buona conoscenza del programma. Gli indico il Percorso attraverso il quale può valutare concretamente il lavoro e gli dico di farmi sapere, solo dopo averlo visto, se è davvero disposto ad affrontarlo.

Dopo qualche giorno Xinhai mi riscrive. Mi dice, con un senso di responsabilità che mi colpisce, di essersi reso conto che il lavoro non è alla sua portata. Proprio perché ne comprende l'importanza, preferisce non affrontarlo senza essere sicuro di poterlo fare bene. Non vuole però abbandonare l'idea: pensa che un suo compagno di studi, più esperto di Informatica, potrebbe essere la persona giusta.

Passano ancora alcuni giorni e mi scrive Alan Wu. Mi dice di essere stato informato da Xinhai e si propone per la Traduzione. Anche a lui spiego che non si tratta di un lavoro semplice e che dovrà conoscere bene Biblos prima di poterlo tradurre. Alan accetta. Lo collego quindi alla piattaforma con cui condividiamo i file delle traduzioni, così da poter seguire e supervisionare il lavoro.

Alan mi dice che mi manderà la traduzione entro una settimana. Sorrido tra me e me, perché so che è impossibile. Passano le settimane e nella Cartella Dropbox non vedo praticamente alcun movimento. Penso che sia andata come le altre volte: sono spariti anche loro. Poi, dopo circa un mese, Alan mi scrive. La localizzazione è pronta, mi dice, e posso trovarla nella cartella. Xinhai e Alan avevano lavorato insieme, procedendo in modo coordinato fino a portarlo a termine. Non avevano seguito esattamente il percorso che avevo indicato loro, ma il risultato mi colpisce comunque: avevano completato la localizzazione di Biblos in circa un mese. Per un programma della complessità di Biblos, è un tempo sorprendentemente breve.

Chi sviluppa Software sa bene quanto sia impegnativo localizzare completamente un programma. Nel caso di Biblos, ogni elemento dell'interfaccia deve mantenere il proprio significato e la propria funzione anche quando cambia Lingua. Chi traduce un software di questo livello trasferisce nella propria lingua anche il modo in cui quel software dialoga con le persone che lo utilizzano.

La Storia, però, non è finita con la traduzione. Oggi, mentre pubblico la versione di Biblos con l'interfaccia in cinese semplificato, continuo a scambiare messaggi con Xinhai e Alan. Sto cercando di far conoscere loro Biblos sempre più a fondo, anche nei suoi aspetti più particolari, perché penso che possano diventare in futuro un punto di riferimento per chi vorrà conoscere e utilizzare Biblos in Cina.

Biblos nasce in Italia. Quando ho iniziato a svilupparlo, non avrei mai immaginato che un giorno due persone in Cina avrebbero deciso di dedicare il proprio tempo a portarlo nella loro lingua. Allora Biblos era semplicemente un Progetto che stavo costruendo, giorno dopo giorno. Oggi, guardando questa versione cinese, mi rendo conto che un progetto può prendere strade che il suo autore non aveva ancora immaginato. Una di queste strade oggi è davanti a me.

Per questo ad Alan Wu e Xinhai Yu va il mio sincero ringraziamento.

Da oggi una persona cinese che utilizza Biblos può incontrarlo direttamente nella propria lingua. È questo, più di ogni numero, il significato concreto di questa localizzazione. Il cinese semplificato apre a Biblos una delle comunità linguistiche più grandi del mondo e permette a chi utilizza il Braille, lavora nell'Educazione o produce documenti accessibili di conoscere lo strumento senza dover passare attraverso una lingua straniera.

Biblos oggi vive anche attraverso le persone che lo incontrano in altri Paesi. La versione cinese ne è una Dimostrazione concreta. Dopo tanti anni di sviluppo, mi colpisce ancora vedere che il progetto continua a trovare strade che io stesso non avevo previsto. A volte costruisci qualcosa pensando di sapere dove potrà arrivare, poi qualcuno lo incontra, lo fa proprio e gli apre una strada nuova.

Quando succede una cosa del genere, capisci che il viaggio di un progetto può diventare molto più grande del viaggio di chi lo ha creato. Biblos è nato in Italia, ma questa volta una parte del suo viaggio è cominciata in Cina.

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