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Braille e Tecnologie per la Disabilità Visiva

Il sistema braille, cos'é?

Aggiornato il 18/05/2026 08:00 
 Louis Braille

Sembra una galassia di punti casuali, ma in realtà è una Scrittura leggibile per chi non vede. È il sistema Braille, un insieme di punti con dietro una logica.

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Oggi il sistema braille continua ad essere uno strumento essenziale per le persone non vedenti. Esso consiste principalmente in una griglia di 6 punti (2x3) o 8 punti (2x4), disposti in un rettangolo ideale in cui i punti distano l'uno dall'altro 2,5 millimetri, col risultato di avere una superficie palpabile dal polpastrello di quasi tutte le dita.

La disposizione dei punti permette di distinguere una lettera dall'altra, per un totale di 64 o 256 combinazioni diverse, attraverso le quali è possibile Scrivere qualsiasi lingua, alla pari della scrittura comune. Infatti in braille si può scrivere una Storia, operazioni di Matematica, comporre Musica.

Il braille è un sistema, cioè un insieme di tecniche e metodi che lo costituiscono. A volte si parla impropriamente di alfabeto braille. Ma in braille si usa lo stesso alfabeto della scrittura comune, quindi il braille non possiede un proprio alfabeto. Il braille invece possiede dei propri grafemi, cioè rappresenta lo stesso alfabeto disponendolo in punti. Si parla anche di codice braille. Tuttavia codice è solo l'insieme di regole formali con cui si formano i punti nella griglia. Di codici braille al mondo ne esistono diversi. Si sente anche parlare di Metodo. Può essere corretto se ci si riferisce alle regole e ai procedimenti che si usano per il braille. Ma il braille non è solo un metodo, è un sistema. Ci sono tecniche di Lettura, di scrittura, codici, regole, strumenti, insegnamento, apprendimento. Cioè c'è un insieme complesso di elementi che si chiama sistema braille.

Braille è il cognome dell'inventore francese che lo ha ideato. Louis Braille nacque nel 1809 a Coupvray, a poca distanza da Parigi. Figlio di un sellaio del posto, perse la Vista a causa di un Incidente nella bottega del padre. Nonostante tutto, Louis venne iscritto a Scuola, anche se le scuole di allora non erano preparate ad accogliere un bambino cieco. Louis, dopo le difficoltà iniziali, frequentò l'Istituto dei Ciechi di Parigi, fondato da Valentin Haüy.

Valentin Haüy aveva ideato un metodo di lettura con cui i ragazzi del suo istituto potevano Leggere le lettere comuni riprodotte in Rilievo su carta. Il metodo era molto impegnativo, sia cognitivamente per chi doveva usarlo che nella produzione dei testi. Un militare dell'epoca di nome Charles Barbier, nello stesso periodo aveva ideato un sistema di puntini a rilievo, appositamente pensando ai bambini ciechi. Aveva dodici punti, ma era troppo complesso per gli studenti che avevano bisogno di più dinamicità. Barbier lo spedì all'istituto dove era ospite Louis Braille. Il direttore dell'istituto ne fu colpito e, senza dire nulla a Barbier, lo fece adottare ai suoi studenti. Louis fu ispirato da tale sistema per ridurne i punti e predisporne uno tutto suo. Fu così che nacque il braille, ma allora non aveva ancora questo nome.

L'invenzione ebbe un immediato successo all'interno dell'istituto di Parigi, ma come tutte le invenzioni in un'epoca dove i mezzi di diffusione erano limitati e molto più lenti dei nostri, ci vollero anni affinché si diffondesse.

Il sistema di Louis ebbe una popolarità crescente tra i non vedenti del diciannovesimo e ventesimo secolo. Dal metodo e dal codice di Louis, il braille anno dopo anno divenne un vero e proprio sistema, donando al suo autore un posto d'onore tra i maggiori inventori che hanno fatto evolvere il genere Umano. Dopo più di due secoli di vita, il sistema braille è conosciuto da tutti i non vedenti del mondo.