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Braille e Tecnologie per la Disabilità Visiva

Dalla grafica tattile alla stampa 3D: Biblos apre nuove strade all'autonomia delle persone cieche

Aggiornato il 20/02/2026 08:00 

Oggi tutti abbiamo la capacità di immaginare una piccola officina personale sulla scrivania di una persona cieca, ma non è stato sempre così, perché per molti anni l'accesso alle informazioni visive è dipeso da processi complessi, costosi e spesso mediati da terzi. La produzione di materiali tattili — testi in Braille, disegni in Rilievo, modelli didattici — richiedeva strumenti specializzati e inaccessibili, oltre che competenze tecniche non sempre disponibili in contesti scolastici o domestici.

Negli ultimi due decenni l'evoluzione delle tecnologie digitali ha iniziato a ridurre queste distanze. In questo scenario ho creato Biblos, il Software che sviluppo sin dal 2004 per rendere accessibili Scrittura, Braille e Grafica Tattile in un unico Ambiente Accessibile, che oggi consente alle persone con disabilità visiva anche di modellare oggetti 3D autonomamente. Infatti, con l'introduzione del 3D in Biblos si apre un nuovo paradigma: ora chi non vede può diventare autore dei propri contenuti tangibili.

 Grafica tattile, assi cartesiani e parabola 2D

In Biblos ho sviluppato un sistema che traduce le immagini in oggetti tridimensionali pronti per la stampa. A differenza dei comuni software di progettazione CAD, basati su interfacce esclusivamente visive e Mouse-centriche, l'ambiente di Biblos è progettato per essere pienamente accessibile anche tramite screen reader e Tastiera.

Il principio, che proviene dalla mia esperienza Informatica e di programmazione di oltre quarant'anni, è “semplice”: le variazioni di luminosità diventano volumi fisici, generando un solido pronto per la stampa o da inserire in composizioni più complesse. L'utente non deve "disegnare" solidi nel senso tradizionale, ma operare attraverso il già conosciuto ambiente di grafica tattile, programmando vettori bidimensionali che il software trasforma in superfici tridimensionali. Ciò consente di passare da rappresentazioni tattili su carta — soggette a usura e limitate nello spessore — a oggetti solidi, più durevoli e ricchi di informazioni spaziali.

Questo approccio permette, ad esempio, di ottenere modelli di forme geometriche, mappe semplificate, diagrammi scientifici o elementi iconografici partendo da file grafici comuni. L'utente può definire parametri come dimensioni, spessore del basamento e smussatura dei bordi, adattando il risultato alle proprie esigenze di esplorazione tattile.

 Esportazione del grafico in oggetto 3D

Un elemento rilevante riguarda la diffusione delle stampanti 3D a basso costo. Negli ultimi anni il mercato ha reso disponibili dispositivi con prezzi comparabili a quelli di Elettronica di consumo comune, rendendo possibile l'accesso alla produzione tridimensionale anche in ambito scolastico, familiare o associativo. Oggi una Stampante 3D costa spesso meno di uno Smartphone e circa un decimo rispetto alle tradizionali stampanti Braille. Questo significa poter produrre autonomamente materiali tattili, passando da servizio da richiedere a possibilità di produzione autogestita. Conosco già scuole e istituti che utilizzano Biblos e che esplorano queste nuove possibilità.

Combinando software accessibile e stampanti 3D economiche, nascono opportunità che fino a ieri erano impensabili: insegnanti che producono materiali didattici personalizzati, famiglie che realizzano oggetti utili nella vita quotidiana, studenti che possono esplorare concetti complessi attraverso modelli solidi costruiti con creatività.

Le potenzialità non si limitano all'ambito Tecnico. In ambito educativo, la possibilità di generare rapidamente modelli tridimensionali consente di affrontare varie discipline: dalla geometria alla Scienza, dall'arte all'architettura. D'altronde, oggi in Italia abbiamo già l'esperienza di musei che propongono ai fruitori questi modelli tridimensionali che permettono una immediata comprensione tattile.

Nella vita quotidiana, la produzione indipendente di piccoli oggetti accessibili — etichette tattili, segnalatori, componenti personalizzati — contribuisce all'Autonomia personale. Anche elementi ludici o creativi, come giochi, simboli o decorazioni, diventano più facilmente realizzabili.

Il cambiamento più profondo non è tecnologico, ma culturale. Le tecnologie accessibili non sono più soltanto strumenti compensativi, ma piattaforme che permettono produzione e progettazione creativa diretta. Quando una persona cieca può ideare un oggetto, modellarlo e stamparlo in totale autonomia, si modifica il rapporto con la Tecnologia e con l'ambiente circostante.

Il contributo principale consiste nell'aver portato la modellazione tridimensionale direttamente nelle mani degli utenti ciechi. L'approccio che ho sviluppato con Biblos non si limita a introdurre una nuova funzione, ma ridefinisce il concetto stesso di partecipazione Sociale.

L'idea di trasformare una postazione informatica in una piccola officina personale — capace di produrre oggetti utili o contenuti didattici su richiesta — non appartiene più alla sperimentazione, ma a una realtà già disponibile. Biblos è l'unico strumento che permette a chi non vede di progettare, modellare e produrre oggetti tattili e 3D senza intermediari, e ne sono veramente entusiasta.

Il mio Lavoro dimostra che l'Innovazione può nascere anche dall'esperienza diretta della disabilità e trasformarsi in una opportunità per tutti. Biblos ancora una volta ridefinisce l'accessibilità rimodellandola in vera autonomia progettuale, a ulteriore testimonianza che una persona con disabilità può ridurre le distanze tecnologiche e sociali col resto del mondo solo quando ha gli strumenti giusti per poterlo fare.