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Tutto sulla melanzana. Con ricetta Melanzane a beccafico

Aggiornato il 13/03/2021 08:00 
 

La melanzana è una pianta erbacea, eretta, alta da 30 cm a poco più di un metro. I fiori grandi, solitari, sono violacei o anche bianchi. I frutti sono bacche grandi, allungate o rotonde, normalmente nere, commestibili dopo la cottura.

Per risalire alle sue origini ci si perde nella notte dei tempi. Già 4000 anni fa in India ed in Cina la conoscevano ed usavano conservarla in salamoia. In Italia, e' stata introdotta dagli arabi circa settecento anni fa, ma non si e' affermata subito. Era, anzi, considerata dai "cerusici" medievali un cibo poco sano, apportatore di umori malefici. Come altri alimenti, si afferma piano piano anche attraverso la mediazione della Cucina ebraica.

Il primo riferimento scritto alla melanzana si trova nel Qimin Yaoshu, un antico trattato agricolo cinese completato nel 544. La diffusione in Europa di nomi derivati dall'arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell'area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo. Uno dei primi riferimenti all'Europa si trova infatti in un trattato di agricoltura di Ibn Al-Awwam agronomo della Spagna araba del XII secolo ed esistono testimonianze tardo medievali anche in spagnolo e catalano.

A differenza di altre solanacee, come la patata, il pomodoro, il peperone, che si sono rapidamente diffuse in tutta la penisola in un tempo relativamente breve dopo la loro introduzione, la melanzana si e' piuttosto radicata nella tradizione meridionale, rimanendo quasi sconosciuta alle regioni settentrionali. A tutt'oggi, in Sicilia si concentra la maggiore produzione di melanzane; del resto questa regione vanta un ricettario vastissimo e succulento.

A livello di valore nutrizionale, la melanzana e' piuttosto povera: poche vitamine, pochi sali minerali, ma anche basso contenuto di calorie e glucidi. Pochi ortaggi, tuttavia, hanno la capacita' di esaltarsi in Cucina come la melanzana.

Cotte alla griglia e condite con Olio extravergine ed un trito di aglio e prezzemolo, oppure fritte in tutte le possibili varianti( al funghetto, fritte dorate, a parmigiana) danno grande soddisfazione al palato.

La melanzana cruda ha un Gusto amaro che si stempera con la cottura, che rende inoltre l'ortaggio più digeribile e ne esalta il sapore. D'altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l'Olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti. Per questi motivi la melanzana viene consumata preferibilmente cotta. La normale cottura non è in grado di eliminare del tutto la solanina, che si degrada completamente a temperature molto più alte (circa 243°C); ciò però non è un problema, perché nella melanzana il contenuto di solanine (α-solanina, solasonina e solamargina) è pari a 9-13mg/100g di peso fresco, ben al di sotto della quantità ritenuta accettabile per gli ortaggi (20–25 mg/100 g di peso fresco).

La melanzana, originaria di climi subtropicali, richiede climi non eccessivamente freddi. La crescita comunque s'arresta quando la temperatura scende sotto i 12 °C. La resa media è di circa 25 t/ha. La melanzana andrebbe coltivata in terreni fertili e ben drenati, in posizione soleggiata ma riparata. Ha bisogno di un Clima che non sia né troppo freddo, né troppo umido né ventoso. È possibile coltivarla in vasi di 23 cm con del terriccio, raccogliendo i frutti da luglio inoltrato a metà ottobre.

Melanzane a Beccafico

Ho leggermente modificato la Ricetta per renderla adatta a vegetariani e vegani. Ho eliminato i quattro filetti di acciughe, sostituendoli con dieci grammi di capperi; in più ho sottratto 50 grammi di pane grattato, sostituendolo con 50 grammi di mandorle tritate. Per chi voglia ripristinare la Ricetta originale, basta sostituire i capperi con 4 filetti di acciuga salata e aggiungere 50 grammi di pane grattato, eliminando le mandorle tritate.

    Ingredienti:
  • 3 melanzane ovali
  • 18 foglie di alloro
  • 150 g di pangrattato
  • 50 g di mandorle tritate
  • mezza cipolla
  • 4 cucchiai di Olio di oliva
  • 40 g di pinoli
  • 40 g di uvetta
  • 10 g di capperi
  • 2 limoni
  • 2 cucchiai di Zucchero
  • sale e pepe

Sbucciate le melanzane, affettatele a fette lunghe e sottili (quattro millimetri circa) e sbollentatele in acqua salata per qualche minuto. Scolatele e distendetele ad asciugare su di un canovaccio.

Tritate la cipolla e rosolatela in padella, nell'Olio bollente. Tostate nel soffritto di cipolla il pangrattato e le mandorle tritate; appena saranno dorati, fateli intiepidire. Mescolatevi i pinoli, l'uvetta e i capperi tritati, sale e pepe.

Dividete il composto ottenuto a cucchiaini su ciascuna fetta di melanzana, (tenendone un po' da parte). Arrotolate ogni fetta a rocchetto e sistematela in teglia unta di Olio, ognuna a lato dell'altra, intervallata da una foglia di alloro.

Sistemate bene tutti i rotolini, spargete sulla superficie della vivanda il rimanente pangrattato condito, poi spruzzate su di essa il succo dei limoni dolcificato con lo Zucchero. Spargete su tutto quanto un trito finissimo di buccia di Limone.

Passate la teglia in forno preriscaldato a temperatura di 180 gradi e fate cuocere per venti - venticinque minuti.