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Dialogo di Malambruno e di Farfarello - Operette Morali

Aggiornato il 11/06/2021 08:00 
 

Malambruno: Spiriti d'abisso, Farfarello, Ciriatto, Baconero, Astarotte, Alichino, e comunque siete chiamati; io vi scongiuro nel nome di Belzebù, e vi comando per la virtù dell'arte mia, che può sgangherare la luna, e inchiodare il sole a mezzo il cielo: venga uno di voi con libero comando del vostro principe e piena potestà di usare tutte le forze dell'inferno in mio servigio.

Farfarello: Eccomi.

Malambruno: Chi sei?

Farfarello: Farfarello, a' tuoi comandi.

Malambruno: Rechi il mandato di Belzebù?

Farfarello: Sì recolo; e posso fare in tuo servigio tutto quello che potrebbe il Re proprio, e più che non potrebbero tutte l'altre creature insieme.

Malambruno: Sta bene. Tu m'hai da contentare d'un desiderio.

Farfarello: Sarai servito. Che vuoi? nobiltà maggiore di quella degli Atridi?

Malambruno: No.

Farfarello: Più ricchezze di quelle che si troveranno nella città di Manoa quando sarà scoperta?

Malambruno: No.

Farfarello: Un impero grande come quello che dicono che Carlo quinto si sognasse una notte?

Malambruno: No.

Farfarello: Recare alle tue voglie una Donna più salvatica di Penelope?

Malambruno: No. Ti par egli che a cotesto ci bisognasse il diavolo?

Farfarello: Onori e buona fortuna così ribaldo come sei?

Malambruno: Piuttosto mi bisognerebbe il diavolo se volessi il contrario.

Farfarello: In fine, che mi comandi?

Malambruno: Fammi felice per un momento di tempo.

Farfarello: Non posso.

Malambruno: Come non puoi?

Farfarello: Ti giuro in coscienza che non posso.

Malambruno: In coscienza di demonio da bene.

Farfarello: Sì certo. Fa conto che vi sia de' diavoli da bene come v'è degli Uomini.

Malambruno: Ma tu fa conto che io t'appicco qui per la coda a una di queste travi, se tu non mi ubbidisci subito senza più parole.

Farfarello: Tu mi puoi meglio ammazzare, che non io contentarti di quello che tu domandi.

Malambruno: Dunque ritorna tu col mal anno, e venga Belzebù in persona.

Farfarello: Se anco viene Belzebù con tutta la Giudecca e tutte le Bolge, non potrà farti felice né te né altri della tua specie, più che abbia potuto io.

Malambruno: Né anche per un momento solo?

Farfarello: Tanto è possibile per un momento, anzi per la metà di un momento, e per la millesima parte; quanto per tutta la vita.

Malambruno: Ma non potendo farmi felice in nessuna maniera, ti basta l'animo almeno di liberarmi dall'infelicità?

Farfarello: Se tu puoi fare di non amarti supremamente.

Malambruno: Cotesto lo potrò dopo morto.

Farfarello: Ma in vita non lo può nessun Animale: perché la vostra Natura vi comporterebbe prima qualunque altra cosa, che questa.

Malambruno: Così è.

Farfarello: Dunque, amandoti necessariamente del maggiore amore che tu sei capace, necessariamente desideri il più che puoi la felicità propria; e non potendo mai di gran lunga essere soddisfatto di questo tuo desiderio, che è sommo, resta che tu non possi fuggire per nessun verso di non essere infelice.

Malambruno: Né anco nei tempi che io proverò qualche diletto; perché nessun diletto mi farà né felice né pago.

Farfarello: Nessuno veramente.

Malambruno: E però, non uguagliando il desiderio naturale della felicità che mi sta fisso nell'animo, non sarà vero diletto; e in quel tempo medesimo che esso è per durare, io non lascerò di essere infelice.

Farfarello: Non lascerai: perché negli Uomini e negli altri viventi la privazione della felicità, quantunque senza dolore e senza sciagura alcuna, e anche nel tempo di quelli che voi chiamate piaceri, importa infelicità espressa.

Malambruno: Tanto che dalla nascita insino alla morte, l'infelicità nostra non può cessare per ispazio, non che altro, di un solo istante.

Farfarello: Sì: cessa, sempre che dormite senza sognare, o che vi coglie uno sfinimento o altro che v'interrompa l'uso dei sensi.

Malambruno: Ma non mai però mentre sentiamo la nostra propria vita.

Farfarello: Non mai.

Malambruno: Di modo che, assolutamente parlando, il non vivere è sempre meglio del vivere.

Farfarello: Se la privazione dell'infelicità è semplicemente meglio dell'infelicità.

Malambruno: Dunque?

Farfarello: Dunque se ti pare di darmi l'anima prima del tempo, io sono qui pronto per portarmela.