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Arginare l'emorragia di soci dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Aggiornato il 31/08/2023 18:00 
 

I soci di un'Associazione ne costituiscono l'anima, soprattutto in un'Associazione storica come l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. In un'Associazione storica come UICI, i soci incarnano il passato, il presente e il futuro dell'Organizzazione. Gli sforzi congiunti dei suoi soci contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi dell'Associazione. Ma quali sono oggi gli obiettivi di UICI?

Nel corso degli ultimi due decenni UICI ha visto ridursi anno dopo anno il numero di associati. Nonostante gli slogan e le campagne di reclutamento di nuovi soci, il numero di associati ha continuato a ridursi. Questo costante declino può essere interpretato nell'ambito di un quadro sociologico e psicologico più ampio. L'evoluzione delle dinamiche sociali e l'impatto delle tecnologie sull'interazione individuale hanno potenzialmente influenzato la percezione e la partecipazione all'associazionismo tradizionale.

In occasione dei Consessi congressuali dell'organizzazione, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti presenta succinti tabulati riguardanti la Dimensione del suo corpo associativo. Per il mese di ottobre del 2023, UICI ha convocato un Congresso straordinario, circostanza che ha indotto la pubblicazione delle summenzionate tabelle riepilogative concernenti il numero di soci fino al termine dell'anno 2022. Attraverso una comparazione tra le citate tabelle relative alle date del 31 dicembre 2019 e del 31 dicembre 2022, è possibile osservare come, in un breve arco temporale di soli tre anni, l'UICI abbia sperimentato un considerevole decremento delle sue fila associative, ammontante a 2500 unità. Più precisamente, si è assistito a una contrazione da 39258 associati nel 2019 a 36769 associati nel 2022. Tale devoluzione suscita l'opportunità di una profonda ed attenta valutazione.

Nel corso del ventesimo secolo, UICI ha preso Forma e si è sviluppata come un'Associazione nata non solo dalla condivisione della disabilità, ma anche dalla necessità di soddisfare dei bisogni. Questo ha rappresentato un accordo che ha radunato individui accomunati non solo dalla sfida della disabilità, ma anche dalla profonda volontà di coesione, consolidatasi nel corso del suo periodo di Formazione. Questo legame è andato anche oltre la semplice sopravvivenza, rivelando una connessione intrinseca basata su una percezione comune.

Inizialmente spinti dalla necessità di trovare supporto e migliorare il proprio Benessere, gli individui all'interno di UICI hanno compiuto sforzi collettivi per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, una volta che il Benessere desiderato è stato ottenuto e la necessità è stata soddisfatta, si è gradualmente affievolito il desiderio di rimanere parte di una comunità con necessità simili.

Il contingente associativo più Anziano, formatosi nel corso del XX secolo, il quale era stato un pilastro fondamentale nell'attribuzione di una salda identità dell'Associazione e nella connotazione di un sentimento di affiliazione nei suoi membri, ha progressivamente assistito alla sua inesorabile contrazione. Tale fenomeno è imputabile al processo di naturale estinzione dei suoi componenti, connotando in tal modo una transizione generazionale che ha visto trasformarsi le sue dinamiche di continuità e rinnovamento.

In effetti, gli individui nati o che hanno acquisito la condizione di cecità nei recenti decenni manifestano un legame differente nei confronti di UICI rispetto alle generazioni antecedenti, ciò in virtù delle mutevoli condizioni sociali e dell'effettivo ottenimento dei Diritti fondamentali che nel corso del tempo sono stati acquisiti. I ciechi coinvolti nell'attuale periodo storico-associativo non hanno vissuto in prima persona la strenua battaglia per l'assunzione di tali Diritti, aspetto che contribuisce a differenziare la loro percezione di tali prerogative rispetto alle generazioni precedenti.

Infatti, per coloro che sono cresciuti in questo contesto, l'Acquisizione dei Diritti rappresenta una realtà stabilita, non necessariamente legata a una lotta attiva. Di conseguenza, questi individui non percepiscono tali Diritti con lo stesso sentimento di gratitudine e connessione emozionale che caratterizzava le generazioni precedenti. Queste ultime, infatti, avevano vissuto il formarsi di un legame particolarmente forte e coeso, in quanto avevano partecipato attivamente all'affermazione di tali Diritti come risultato di un'ardua e collettiva lotta.

Gli attuali rappresentanti attivi di UICI, costantemente rivolti verso il problema della diminuzione degli aderenti e il conseguente impulso alla loro riammissione, rivolgono spesso le loro critiche alla leadership in carica, biasimandola per la sua presunta incapacità nell'arrestare tale fenomeno declinante. Le affermazioni in tal senso sono spesso ribadite attraverso messaggi veicolati da apposite campagne, i cui slogan si rivolgono prevalentemente alle nuove generazioni di persone con disabilità visiva, sostenendo tematiche che fanno ancora leva sui Diritti da conquistare e sugli interessi da preservare. Tuttavia, tali messaggi tendono a non incontrare la reattività sperata presso le nuove generazioni, in quanto queste ultime sembrano manifestare un certo disinteresse nei confronti di tali argomenti, non percepiti come propri o rilevanti.

Fino a questo momento, l'UICI ha focalizzato i suoi sforzi nell'educare le nuove generazioni al Riconoscimento dell'Associazione come attore centrale nell'ottenimento dei Diritti fondamentali. Questa strategia si è rivelata inefficace e poco fruttuosa.

Invece, nel contesto attuale, per UICI sarebbe cruciale intraprendere un Percorso di recupero dell'adesione associativa che sia intriso di una profonda comprensione delle dinamiche sociali attuali e delle moderne necessità delle persone con disabilità visiva. Intanto sarebbe essenziale Riconoscere che l'approccio associativo intrapreso nel ventesimo secolo, caratterizzato dalla lotta e dalla conquista dei Diritti, ha raggiunto il termine del suo ciclo evolutivo. Al fine di riconquistare l'attenzione e l'adesione delle nuove generazioni, è imperativo che l'Associazione riesca a identificare le autentiche esigenze che queste persone percepiscono come proprie.

La sfida principale risiede nel concepire l'Associazione come una piattaforma in cui le nuove generazioni possano individuare uno spazio di espressione, Riconoscimento e influenza. Ciò richiede una riformulazione delle strategie di coinvolgimento, nonché un ascolto attivo e costante delle loro voci. Inoltre, l'Associazione deve fungere da Veicolo per rappresentare autenticamente le questioni rilevanti per queste persone, diventando un'entità con cui essi possono identificarsi e sentirsi parte integrante.

Questa differenza di prospettiva e sensibilità rende cruciale una profonda riflessione per comprendere come oggi UICI possa preservare la sua rilevanza e la sua coesione in un contesto in continua evoluzione. L'adeguamento delle strategie di coinvolgimento e il Riconoscimento della molteplicità di prospettive all'interno dell'Organizzazione possono risultare fondamentali per consolidare l'identità associativa e favorire una partecipazione inclusiva e significativa da parte di tutte le generazioni coinvolte.