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Achtung banditen! C'era una volta un nemico

Aggiornato il 28/06/2021 08:00 
 

C'era una volta un nemico. Aveva un nome, un volto, un'idea, forse anche un sogno. Si certo! Anche i nemici sognano e hanno sentimenti e passioni. Un altro nemico iniziava il suo ruolo e la sua lotta. Tra i due nemici un popolo si divideva, si schierava ed esprimeva una sua Natura di alleato o ribelle, una Formazione cultural religiosa, una concezione di Stato che erano frutto dell'interpretazione della Storia vicina e lontana. Una Guerra mondiale di fatto non ha parte, ma solo interessi di parte e volontà di potenza. Un conflitto è sempre caratterizzato da un artificio creato appositamente per motivare e giustificare l'inevitabilità della dichiarazione di Guerra. Millenni di Storia fanno apparire come un destino inesorabile la Guerra e la rivoluzione Civile, ma è davvero così o vi è una soluzione possibile? Nascono così sempre nuove ideologie, nuove religioni, nuove fedi e sistemi economici che cavalcano la Storia dell'umanità. Il secolo appena trascorso viveva l'ultimo atto di una visione contrapposta tra ideologie di massa e individualistiche. L'economia tentava un Percorso funambolico tra entrambe le visioni, fallendo ora sul terreno dello statalismo, ora su quello dell'iniziativa privata, mai interamente sull'uno o l'altro aspetto del sistema. Era infatti l'alternanza tra le due concezioni che garantiva un periodo di relativa sicurezza e un parziale Benessere. I periodi di crisi del sistema si risolvevano, si fa per dire, in conflitti che creavano le condizioni per un periodo di restrizioni, divenute giustificate, conducevano quindi ad uno sfoltimento della popolazione ed infine imponevano la ricostruzione. L'economia di Guerra meriterebbe una analisi approfondita che ora non tratterò. L'aggressione e l'emigrazione verso nuovi territori di conquista e sfruttamento, equilibravano il rapporto tra produzione e distribuzione della ricchezza tra i sopravvissuti e le nuove realtà politiche: si aprivano nuovi mercati sia sul nuovo territorio, sia con i vecchi paesi d'origine. Questo periodo, definito colonialismo, sembra essere trascorso e concluso, ma non è affatto così. La conquista bellica e cultural-religiosa che il colonialismo portava, presto divenne legata alla necessità di ricercare nuove materie prime per incrementare la produzione.

L'Italia sognava l'impero e viveva l'unità sull'ideologia acerba del fascismo provincialotto e ambizioso. L'eco del pensiero di grandi Uomini ed eventi che avevano anticipato la Storia, come la rivoluzione francese, continuavano a vivere in modo sommerso. Movimenti mondialisti dirigevano un mondo ancora grezzo come la forma nella mente dell'architetto. Simbolici strumenti di Lavoro attendevano di tracciare nuovi confini e misteriosi orizzonti. La seconda Guerra mondiale terminava così con la vittoria dei poteri che l'avevano scatenata. Uomini e Donne abbandonavano le montagne in cui avevano combattuto e celato la loro presenza, ma se era difficile abbandonare le armi, era più difficile rimuovere le idee per cui erano state usate. Il sol dell'avvenir divenne così Lavoro di Fabbrica e una lotta combattuta e sofferta, che tentava di opporsi ad una situazione di Benessere per pochi e miseria e sacrificio per molti. Vincitori e vinti si fronteggiavano ora con la bilancia del più ricco che era quindi anche il più adatto al ruolo di padrone. Ecco che gli strumenti simbolici citati venivano usati per ergere un muro e tracciare confini che dividevano una nazione e il mondo. Un muro può essere molte cose, ma mai come in questo caso divenne simbolo e fortezza. Stati uniti e URSS si erano divisi il mondo e il suo controllo. All'Italietta provinciale e fascista toccò il ruolo di Repubblica Democratica, scontentando chi aveva creduto e ancora credeva nel fascismo, ma svilendo anche le aspirazioni di chi aveva combattuto per il comunismo e il potere al popolo. L'America aveva da subito chiarito chi era il vero padrone e aveva imposto il governo a lei più vicino e pronto a servirla. I comunisti abbassarono il capo e iniziarono a volgere lo sguardo verso l'URSS in attesa di una rivincita. Partigiani, prima ribelli, poi banditi, infine eroi trattennero le aspirazioni per cui avevano combattuto e si mobilitarono per la Liberazione dal nazifascismo creando una Costituzione di grande valore e tutto proseguì sino ai giorni nostri. L'URSS lentamente, ma inesorabilmente percorse la strada che la portò a svanire quasi d'incanto e insieme ad essa il muro che divideva la Germania e il mondo. L'impero americano ora troneggia sulle catastrofi che produce e impone ai propri alleati l'assenso ad ogni posizione politica e militare. Il crollo dell'URSS segnava definitivamente la fine di un sogno e l'inizio di una barbarie iniettata nelle menti con il controllo dell'Informazione, il luccichio del superfluo, la ricchezza come mito, il potere come fine, la Tecnologia come progresso. Articoli di consumo simbolo giungevano in ogni dove, foreste folte e luoghi impensabili divennero presto discariche per giocattoli, radio, televisioni, sogni di pochi momenti, gettati e abbandonati in cambio di oppressione. Tutto ciò che poteva essere considerato lecito era “bianco”, “occidentale”, “cristiano”, “progressista” e nasceva dal Dio denaro. La nostra Patria oggi termina la sua ultima campagna elettorale con un risultato che ritorna, sia nella logica sia nei contenuti, ad un vecchio mondo e una Storia mai compresa. Una Scuola ignorante e presuntuosa formava giovani menti al disimpegno e al pressappochismo dei valori umani, mentre l'Educazione famigliare si smarriva nei nuovi miti e nella parvenza di Benessere e prestigio raggiungibile. Piccoli Uomini, con modeste vedute e ambizioni prive di qualsiasi scrupolo, provavano per la prima volta l'egoismo della ricchezza facile e il bisogno di emergere nell'avere, incuranti dell'essere. Partiti politici e organizzazioni sindacali nate dalle lotte e dalle idee che i bisogni umani reclamavano e reclamano tuttora, dopo aver vissuto un momento di gloria e relativo Benessere, si rivelano nella loro fragilità e ipocrisia e un potere giustizialista, come sempre occulto e ipocrita, impegna le forze per stabilire una differenza di classe e privilegi sempre più alla portata di pochi. Un nuovo soggetto politico, inconcepibile anni prima, crea un partito Azienda, (la sua), illudendo i cittadini di riuscire ad usare le proprie capacità imprenditoriali per la gestione del Paese Italia e creare così ricchezza per la nazione; in reltà, però sfrutta i cittadini, come il padrone fa con i suoi servi, per soddisfare interessi personali. L'egoismo rozzo e razzista dei nuovi ricchi, nati dal clientelismo e dall'affarismo al limite dell'illegalità e privo di ogni etica, fa leva su antichi miti pagani e regionalistici dividendo il paese ancora immaturo da un punto di Vista nazionale. Nasce così la lega Nord e il mito della Padania. La Sinistra storica, ormai incapace di competere ideologicamente e realisticamente al progresso, cala le braghe sino ai piedi e svende il sacrificio di milioni di lavoratori che hanno combattuto e lottato per una dignità sul Lavoro e nella vita. Il mondo è cambiato e l'impero anglo-americano mantiene il suo dominio sul mondo con infinite guerre, il controllo della Finanza e una superiorità tecnologica e militare. La sempre maggiore esigenza di materie prime e di circolazione della moneta producono un sistema perverso di creazione del denaro attraverso infiniti meandri, grazie ai quali un valore fittizio si trasforma in ricchezza per alcuni e in debito per il cittadino che accetta la Truffa, sia per ignoranza, sia per la mancanza di una sinistra che promuova un'alternativa, venendo così meno alla propria funzione. Ci nutriamo quotidianamente con il sangue di veri e propri genocidi che fingiamo di non vedere o giustifichiamo in nome della difesa dal terrorismo, della libertà e della Democrazia occidentale.

Naufraghi del capitalismo e vittime del razzismo più bieco e crudele mai conosciuto, giungono su territori che li utilizzano e li emarginano allo stesso tempo, mentre l'Informazione al servizio dei soliti poteri bancari e finanziari e delle multinazionali, ci racconta i fatti della vita in modo tale da renderci sempre più ostili al diverso e incapaci di senso critico. E' su questa paura che le ultime elezioni conducono ancora al governo la lega nord, razzista e xenofoba e rieleggono il Padrone per eccellenza (Berlusconi) nuovamente a dirigere il paese. I partiti satelliti che reggono questa miscela già esplosiva sono anche ex Fascisti e Cattolici integralisti e bigotti, nel peggior senso del termine. La Sinistra sparisce letteralmente come realtà dparlamentare, mentre un nuovo partito che ha il torto di non essere né carne né pesce, fa da contrappeso improbabile. Come è potuto succedere? Regioni un tempo definite “bianche”, per la forte presenza cattolica e democristiana, esprimono il loro egoismo razzista e il loro limite intellettuale, alimentando un conflitto permanente per reclamare un federalismo e un'Autonomia fiscale da cui trarre vantaggio, dissolvendo così ogni valore nazionale e comunitario in una mitizzazione razzista di appartenenza sanguinea e indicando ancora una volta il denaro come unico valore per cui competere.

Si può essere così ipocriti da festeggiare ciò che abbiamo combattuto e ciò che stiamo vivendo in un crescendo di insicurezza e isolamento nel privato difensivo per le nostre paure più profonde? Il nostro liberatore ci condiziona e ci sta intrappolando in un caos che diventerà ulteriore forma di oppressione e restrizione di ogni libertà individuale e collettiva. La militarizzazione del nostro territorio con basi militari e strumenti bellici di distruzione di massa, corpi militari specializzati e privati, acquisti di nuove tecnologie di controllo rendono il nostro paese il mercenario di fatto di potenze di cui non abbiamo nessun controllo e fingiamo di dibattere attraverso un governo e un parlamento Italiano solo di nome e per convinzione. Come opporci ad una situazione così complessa con il limitato grado di libertà che ci è rimasto ? Un motivo di festeggiamento può solo derivare da una presa di coscienza della realtà improvvisamente evidente nella sua tragicità. Come liberarci ancora e definitivamente dal nemico di sempre e dall'ingenuità e tollerabililità generale? Certamente nessuna lotta armata è pensabile e nessun voto , definibile democratico, possono essere strumento di giustizia e libertà. Se un futuro sarà possibile, se una dignità srà al fine vincente non può che sorgere da una realtà oggi visibile nel suo sbocciare, in luoghi lontani come l'America Latina, la riscoperta di valori tra i nuovi creatori di cultura che sfidano l'oppressore lavorando ai fianchi e progettando da un nuovo punto di partenza che sarà anche un nuovo Percorso per tutti. Genova ha ospitato iil 25 aprile il Presidente della Repubblica napolitano, ma non è la Genova medaglia d'oro per la resistenza, non è la genova che ha consegnato la città Libera dal fascismo all'alleato, non è la Genova che ha ancora una volta nel Giugno del 1960 ripulito e respinto il virus fascista, non è la mia Genova e di tutti coloro che continueranno a cantare in barba a tutti gli oppressori e servi del padrone “Bella ciao”.