Menù Blog

 

Il telefono non basta più, adesso i ciechi aspettano una legge

Letto 196 volte

Nell'ombra. Lo sanno, ci sono destinati da sempre. La Giornata nazionale del cieco, oggi 13 dicembre, meritava più spazio, più pubblicità. Non sono arrivate. Eppure i temi da trattare erano molti. Il Lavoro. Come tutti, il problema dell'inserimento lavorativo è normalità anche per i non vedenti. Ma i problemi sono maggiori.

Il Telefono non basta più - Chi sa che ancora oggi, oltre la metà delle persone cieche che lavorano, lo fanno proprio come centralinisti: sono circa 8500, su un totale di 14 mila lavoratori non vedenti. Ma le nuove tecnologie riducono le possibilità di impiego, ed è tempo quindi di trovare nuove strade. Centralinisti telefonici, massofisioterapisti e insegnanti sono state a lungo le categorie lavorative più in voga fra le persone cieche. Tra le “nuove” figure professionali, ci sono certamente quelle individuate già dieci anni fa dal cosiddetto “Decreto Salvi: l’addetto alle informazioni alla clientela e agli uffici relazioni con il pubblico, l’addetto alla gestione e utilizzazione di banche dati e ancora l’addetto ai servizi di telemarketing e di telesoccorso. Ma da dieci anni, cioè dal momento stesso della loro definizione, si attende l'adozione dei relativi programmi formativi, senza i quali è sostanzialmente impossibile spostarsi dalla teoria alla prati

ca.

Web ed Elettronica le nuove frontiere - Fortunatamente, almeno sulla carta le nuove tecnologie non sono destinate solamente a togliere possibilità, ma anche a darne di nuove. Ecco allora figure come il valutatore e lo sviluppatore di pagine web, l’archivista nella gestione documentale, l’addetto al protocollo Elettronico. Ruoli e mansioni che però necessitano – il problema è sempre quello – prima del Riconoscimento e poi dell'avvio dei necessari progetti di Formazione. Oltre a questi nuovi mestieri, per ampliare il più possibile le possibilità di lavoro appare certamente auspicabile poi, per il futuro, un rilancio delle attività artigianali e il recupero di mansioni già svolte con successo in passato, come l’interprete e il Traduttore.

Il commento - "Uno degli aspetti fondamentali rimane il controllo del rispetto della quota di riserva in favore dei portatori di Handicap in sede di collocamento obbligatorio (Legge 68/99) e delle norme stabilite dalla legge Stanca (n° 4/2004) per la Pubblica Amministrazione in termini di maggiore accessibilità e usabilità. Insieme al controllo, serve però anche Accompagnamento, formazione e attenzione alla persona nel cammino verso e dentro il mondo del lavoro", spiega Tommaso Daniele, Presidente dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Resta aggiornato