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Le immagini in Biblos: oltre ciò che gli occhi possono vedere

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Le immagini sono particolari elementi del Documento nei quali può essere raffigurata la realtà, un Disegno, uno schema o qualsiasi altra Forma di rappresentazione visiva. Biblos consente di inserire e gestire immagini all'interno dei documenti, utilizzando i formati più comuni, come JPG, BMP, GIF, PNG e altri ancora. La gestione delle immagini si trova nel menù Inserisci/Immagini/...

Le immagini, per le persone non vedenti, hanno lo stesso fascino dei draghi: ci si avvicina ad esse, attratti dalla loro leggendaria bellezza, ma se non si sa domarle si può restare bruciati dal loro fuoco.

L'argomento immagini non è facile da affrontare quando si hanno interlocutori non vedenti. Le immagini sono infatti un aspetto dell'Informatica un po' ostico per chi non vede, perché appartengono a un mondo che normalmente viene percepito attraverso la Vista. Un'Immagine può essere immediatamente evidente per chi la osserva, mentre per chi utilizza un lettore di Schermo rischia di essere soltanto un oggetto senza significato.

In Biblos la gestione delle immagini è stata progettata in modo da essere totalmente Accessibile e utilizzabile anche da chi non vede. Ma accessibilità, in questo caso, non significa semplicemente permettere di inserire un'immagine senza usare il Mouse. Significa poterla conoscere, descrivere, modificare, collocare nel documento e, quando necessario, trasformarla anche in una rappresentazione Tattile.

Si consideri la struttura di un'immagine come quella solida di una Fotografia: una superficie piana, generalmente rettangolare, che mostra qualcosa. Nel caso delle immagini digitali la superficie è virtuale e la rappresentazione dei colori e delle forme è data da piccoli punti adiacenti chiamati pixel.

Questa distinzione è importante anche per comprendere il funzionamento delle immagini digitali. Un'immagine raster, come una fotografia JPG, è costituita da una griglia di pixel. Ogni pixel contiene informazioni sul Colore e, messi tutti insieme, i pixel costruiscono l'immagine che osserviamo sullo schermo. La risoluzione dell'immagine, le sue dimensioni e il modo in cui i pixel vengono rappresentati determinano buona parte del suo aspetto.

Non tutti i formati di documento consentono di memorizzare immagini. Per esempio, i file TXT sono costituiti esclusivamente da testo semplice e non possono contenere immagini. Ciò significa che, se si inserisce un'immagine nel documento e successivamente si salva il documento in un file TXT, l'immagine non può essere memorizzata al suo interno.

Le immagini vengono invece conservate nei documenti quando si utilizzano formati che prevedono la possibilità di contenere elementi grafici, come EBIBLOS, DOCX, RTF, HTML, EPUB. Nel caso di Biblos, il Formato EBIBLOS consente inoltre di conservare le informazioni avanzate associate alle immagini, comprese quelle necessarie alla loro accessibilità e alla gestione tattile.

Ci sono vari modi di inserire il file di un'immagine nel documento.

  • Trascinandolo nel documento. Questa modalità è poco amichevole per la persona non vedente che utilizza un lettore di schermo, perché il trascinamento è un'Operazione fortemente legata all'interazione visiva e al mouse.
  • Copiaincollandolo nel documento. Per esempio, si cerca il file dell'immagine attraverso la normale esplorazione di Windows, si copia con CTRL+C il file negli appunti, si torna in Biblos e si incolla con CTRL+V l'immagine.
  • Usando il menù Inserisci/Immagini/Da file... Si seleziona l'immagine mediante la finestra di apertura file di Windows, si sceglie il file dell'immagine e la si inserisce nel documento.

Un'immagine può essere ridimensionata mediante il mouse. Il mouse, però, è difficilmente gestibile per chi è cieco assoluto. Per questo la finestra con le proprietà dell'immagine consente di verificare e modificare le caratteristiche dell'immagine, comprese le sue dimensioni e la sua posizione nel documento.

Le proprietà si trovano nel menù Inserisci/Immagini/Proprietà immagine... La finestra delle proprietà appare quando il cursore si trova su un'immagine. Una scorciatoia da Tastiera per aprirla è Alt+Invio.

La finestra delle proprietà possiede diverse schede contenenti le caratteristiche peculiari dell'immagine. È possibile variare in dettaglio la posizione e le dimensioni, modificarne l'aspetto applicando vari filtri, inserire caratteristiche utili alla stampa in Braille e predisporre la Componente tattile dell'immagine.

Quest'ultima caratteristica è particolarmente importante. Un'immagine comune può infatti essere accompagnata da una sua versione tattile, pensata per essere esplorata con il Tatto e, quando necessario, successivamente stampata mediante una Stampante braille o un dispositivo per la produzione di Grafica tattile.

Qui l'immagine smette di essere soltanto un elemento visivo e diventa un oggetto che può essere rappresentato attraverso più canali. È un passaggio concettualmente importante: non si tratta semplicemente di rendere accessibile un'immagine, ma di costruire una rappresentazione che possa essere percepita anche senza la vista.

Ogni immagine possiede inoltre un campo nel quale può essere immessa una descrizione. La descrizione deve essere breve e significativa, alla stregua di una didascalia, e dovrebbe fornire le informazioni necessarie a comprendere il contenuto dell'immagine senza pretendere di raccontarne ogni dettaglio.

La descrizione dell'immagine è utile a chi legge il documento mediante un lettore di schermo. Jaws e NVDA possono Leggere la descrizione dell'immagine che si trova sotto il cursore. La descrizione può inoltre essere stampata in braille.

Questo elemento apparentemente semplice ha un'importanza notevole. Un'immagine senza descrizione può essere un oggetto presente nel documento ma privo di significato per chi non la vede. Una buona descrizione, invece, permette di trasferire almeno una parte dell'Informazione contenuta nell'immagine attraverso il testo. Non sostituisce sempre l'immagine, ma ne rende comprensibile la funzione e il contenuto.

Il campo del grafico tattile associato a un'immagine non possiede tutti gli strumenti presenti nell'Ambiente di grafica tattile. Per costruire grafici tattili da assegnare a un'immagine si può quindi utilizzare direttamente l'ambiente di grafica tattile e successivamente copiare e incollare il contenuto tattile nell'apposito campo dell'immagine.

In questo modo l'immagine può avere contemporaneamente una rappresentazione visiva, una descrizione testuale e una rappresentazione tattile. Sono tre modalità diverse di conservare e trasmettere la stessa informazione, ciascuna utile in un contesto differente.

Per le immagini prive di rappresentazione tattile, se si ritiene che le immagini possano avere una rappresentazione tattile automatica, è Biblos a occuparsi della loro Traduzione in punti tattili durante la stampa in braille del documento.

Affinché le caratteristiche avanzate di un'immagine vengano salvate insieme a tutti gli altri elementi del documento, è necessario utilizzare il formato di file proprietario di Biblos, cioè il formato EBIBLOS. È questo il formato che permette a Biblos di conservare integralmente la struttura del documento e le informazioni aggiuntive associate ai suoi elementi.

Nel documento di Biblos si possono inserire anche grafici tattili. È sufficiente inserire i file BTactile, gli stessi file che vengono salvati dall'ambiente di grafica tattile. Alla stregua di qualsiasi altra immagine, questi grafici possono essere stampati a Inchiostro o in tattile, possono essere ridimensionati, manipolati e utilizzati come elementi del documento.

Il formato BTactile è un formato di immagini vettoriali. Le immagini vettoriali vengono sempre riprodotte, alla fine, su una superficie costituita da punti, pixel o elementi tattili, ma la loro struttura interna è costituita da vettori e istruzioni che ne descrivono il disegno.

Le normali immagini fotografiche, invece, appartengono alla categoria delle immagini raster, come JPG, BMP, GIF, TIF e PNG. In questo caso la struttura dell'immagine è costituita direttamente da una griglia di pixel adiacenti.

La differenza tra raster e Vettoriale diventa particolarmente interessante nella grafica tattile. Un'immagine fotografica contiene una quantità enorme di informazioni visive, ma molte di queste informazioni non sono direttamente traducibili in una forma tattile utile. Un disegno vettoriale, al contrario, è composto da elementi geometrici e istruzioni che possono essere elaborati più facilmente per costruire una rappresentazione adatta all'esplorazione con il tatto.

Naturalmente non significa che ogni fotografia possa essere semplicemente "convertita in tattile" e diventare automaticamente comprensibile. La grafica tattile richiede spesso una vera e propria interpretazione dell'immagine. Occorre decidere quali elementi conservare, quali semplificare e quali rendere più evidenti. In questo senso, la produzione di un'immagine tattile non è soltanto una Conversione Tecnica, ma anche un Lavoro di comunicazione.

Un'immagine può essere inserita nel documento anche acquisendola da Scanner. Per inserirla si usa il menù Inserisci/Immagini/Da scanner... È inoltre possibile Acquisire un'immagine mediante una webcam, utilizzando il comando Inserisci/Immagini/Da Webcam...

Nel menù Inserisci/Immagini/... sono presenti anche due comandi per Salvare o Stampare l'immagine sulla quale si trova il cursore. Se si vuole salvare su un file l'immagine presente nel documento, si utilizza il comando Salva. Per stampare un'immagine tramite una stampante a getto d'inchiostro o laser si utilizza il comando Stampa.

Per conoscere se un documento contiene o meno delle immagini, si utilizza il comando Strumenti/Informazioni/In generale... che mostra un elenco descrittivo della struttura del documento.

La gestione delle immagini in Biblos, quindi, non si limita alla possibilità di inserire una fotografia in una Pagina. Un'immagine può essere un elemento del documento con una propria posizione, Dimensione e descrizione; può avere caratteristiche utili alla stampa; può essere associata a una rappresentazione tattile; può essere salvata, modificata, stampata e utilizzata insieme agli altri elementi del documento.

È questo, in fondo, il punto più interessante. Per chi vede, un'immagine è spesso qualcosa di immediato: si guarda e si comprende. Per chi non vede, invece, l'immagine deve essere trasformata in informazione accessibile. Può diventare parole, può diventare tatto, oppure può diventare entrambe le cose.

E quando un programma riesce a mettere insieme queste diverse forme di rappresentazione, l'immagine non è più un territorio riservato alla vista. Diventa semplicemente un altro elemento dell'informazione, accessibile attraverso strumenti diversi. Anche il drago, a quel punto, può essere domato.

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