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Il presente racconto breve ha partecipato al concorso letterario "I racconti del salame" indetto dalla trasmissione radiofonica "Il ruggito del coniglio" in onda sul canale Rai Radiodue. Il concorso verteva sulla scrittura di un racconto breve, massimo duemila battute, con tema il salame. Il presente racconto, scritto insieme all'amico e collega di lavoro Sebastiano Piccione, è stato ritenuto idoneo per la pubblicazione ed è stato inserito nel libro "I racconti del salame" edito da Rai-Eri.
Vai nel sito RAI con l'elenco dei racconti pubblicati.
Tutti i diritti del presente racconto appartengono a Giuseppe Di Grande e Sebastiano Piccione. Qualsiasi forma di pubblicazione è vietata senza l'esplicita e scritta autorizzazione degli autori.
Questo racconto è stato anche letto dal Gruppo di Lettura ad Alta Voce e può essere ascoltato da questo indirizzo: Ascolta l'audioracconto Salame con farfallino. Per la lettura si ringraziano Marforio e Milagros.
La carrittarìa faceva anche da cucina: da un lato c'era a tannura, la cucina a legna; dall'altro la credenza; al centro una buffittùla, un tavolino con quattro sedie e accanto un braciere pieno, per riscaldare l'ambiente. Il mulo, ogni tanto, pestava lo zoccolo a terra e i polli s'agitavano; poi, mostrando la sclera biancastra, soffiava dalle nari e taliava malamente il carretto all'altro lato della carrittarìa. A un angolo della buffittula, ben stretto da una morsa, un tritacarne a manovella azionato dal nonno Vastianu macinava alacremente carne di maiale. La carne tritata fu mescolata con aromi, pepe nero e tanto sale. Attraverso uno speciale imbuto fu insaccata in vari budelli imbevuti di vino padronale. Tutti i salami furono legati bene alle estremità con spago e appesi 'nto janciu, un lungo gancio di ferro che passava sopra a tannura, dove venivano affumicati dal fumo della legna scoppiettante.
Un giorno entrò una farfalla bianca; dopo essersi avvicinata e poi allontanata da vari punti, si posò sul crocifisso appeso vicino la credenza. Un esile bambino, il nipotino Ianuzzu, l'addocchiò e fece per acchiapparla, ma la farfalla fuggì e andò a posarsi sul collo del salame più lungo. Il nonno cercò uno spillo nel cassetto della credenza e, in un fremito d'ali, infilzò la povera farfalla, inchiodandola al salame che un po' si risentì. Il salame poi si fermò a pensare; con quel farfallino immaginò d'esser proprio carino; così, tronfio e vanaglorioso, fece bella mostra di sé. Pensava che lo avrebbero mantenuto in disparte, come quadro antico di pregevole fattura. Passavano i giorni e si convinceva sempre più, dagli sguardi compiaciuti del nipotino, ch'era il più bel salame del creato. Ma il salame si sbagliava; quando fu ben stagionato, per volere del nipotino, fu il primo ad essere affettato. Così Ianuzzu, con in mano due grandi fette di pane farcite di salame, finalmente ebbe la sua tanto desiderata farfallina.
Friday, 2010 September 10 - 09:04
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