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Al presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Provinciale di Siracusa sig. Sebastiano Calleri
Ai sig.ri Consiglieri delegati
Ai soci della sezione UIC di Siracusa
e per conoscenza:
al presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti prof. Tommaso Daniele
Lettera aperta pubblicata nel sito www.digrande.it
Oggetto: "Informatica e UIC di Siracusa: incompatibilità confermata."
Oggi da più fronti è riconosciuto che per i ciechi le tecnologie informatiche sono importanti strumenti che in pochi anni hanno migliorato e continuano a migliorare tutti gli aspetti della nostra vita: sono una rivoluzione pari se non superiore alla invenzione del codice braille.
Negli ultimi anni anche l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, seppur non al passo con le evoluzioni del panorama tecnologico internazionale, sostiene e promuove la "comunicazione informatica e telematica che è, ormai, mezzo importante di informazione, di istruzione, di formazione professionale, di cultura, e, quindi, di integrazione sociale." (Tommaso Daniele)
A giugno 2005, per la sezione siracusana dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, si è tenuta l'elezione in seconda seduta del Consiglio; successivamente lei, signor Calleri, ha ricevuto la fiducia dalla maggioranza dei consiglieri ad essere il presidente per il quadriennio che intercorre fra il 2005 e il 2009.
Il presidente nazionale Tommaso Daniele definisce questi anni come "tempi difficili", "tempo di riduzione della spesa sociale, di disimpegno istituzionale dai temi dell'handicap e della disabilità, di indifferenza al valore della dignità umana e ai valori di solidarietà." Anche qui nel siracusano si avverte tale "indifferenza" a codesti valori, valori che sono stati bandiera della nostra Unione che oggigiorno ci sembra ripiegata in qualche cassetto in attesa di tempi migliori.
Mi faccio portavoce di un sentire comune che avverte, in questi due anni di sua presidenza, il delinearsi sempre più, da parte della sezione provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siracusa, di una indifferenza assordante verso l'informatica, in tutte le accezioni del termine.
Mi corregga pure se ciò che le scrivo non coincide con la realtà dei fatti, sarò ben lieto di porgerle le mie scuse: la sua gestione, dopo ben due anni di mandato, ha dimenticato e/o ignorato l'"informatica", fronte caldeggiato e sostenuto centralmente dai nostri rappresentanti nazionali, come se quei "tempi difficili", di indifferenza istituzionale avessero esteso i tentacoli anche all'Unione siracusana, attanagliando solidarietà e sensibilità e bloccando quegli ingranaggi che già arrancavano per inerzia. Certo, forse quel centro Tiflotecnico continua a sussistere con la vendita di materiale tifloinformatico, grazie anche alle sovvenzioni statali di cui godono i ciechi con quella legge, obsoleta, che in gergo chiamiamo "nomenclatore tariffario". Centro tiflotecnico che forse ha trasformato la solidarietà di una ONLUS in una bottega provincialotta che bada al puro "interesse economico".
Mi è giunta voce, giammai smentita, che in questi due anni di suo mandato l'UIC di Siracusa per i soci non ha organizzato alcun incontro informatico, alcun corso, nessuna formazione, né per gli adulti, né per ragazzi, né per anziani e neanche per bambini, come se, sordi a ciò che si dice e si fa al di fuori della nostra provincia, si continuasse a rifiutare la nuova e vivace cultura informatica a favore, a seconda del dirigente di turno, di un personale gusto retrò perfettamente in linea con la politica dello struzzo che nasconde la testa nella sabbia perché non ha sufficiente apertura mentale e spirito d'iniziativa per affrontare la realtà in cui vive.
L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti da qualche anno ha istituito un albo interno di formatori, tra cui alcune persone della nostra provincia, proprio per favorire la formazione informatica di persone non vedenti. Scrive ancora il presidente nazionale Tommaso Daniele che "si deve all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti se, con la circolare 28 aprile 2003 del Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, è stato finalmente riconosciuto che la riabilitazione dei ciechi passa anche attraverso le azioni di recupero sociale e che, perciò, è 'dovere' delle AA.SS.LL. finanziare corsi di orientamento, di mobilità, di autonomia personale, di formazione informatica e per l'inserimento lavorativo mirato."
Tale "dovere" significa forse che l'Unione dal 2003 sia sollevata dal compito di assistere e formare i soci che sentono l'esigenza... quei soci più deboli che hanno il desiderio di approfondire o iniziare l'apprendimento di un computer, strumento di cui a malapena sino ad ora hanno sfiorato poco e male una tastiera o, nei casi più marginali, soci che ne ignorano le innumerevoli potenzialità?
Lungi da me il pensiero pietoso e triste di una Unione in attesa di finanziamenti da una A.S.L. per avviare qualche sorta di corso di alfabetizzazione informatica. Lungi da me il sospetto che quei docenti informatici iscritti in quell'albo interno di formatori siano disposti a trasmettere il loro sapere solo dietro compensi monetari. Lungi da me il voler insinuare che in questi suoi anni non s'è organizzato nulla solo per l'ignoranza di un direttivo che non dà all'informatica sufficiente valore in termini di accrescimento e arricchimento socioculturale.
Però i fatti, i suoi e del suo consiglio, raccontano chiaramente l'orientamento che lei in questi due anni ha voluto donare ai ciechi della provincia di Siracusa. Inerzia che in ambito informatico ha evidenziato una palese incapacità, fors'anche indice di stanchezza, di vecchiaia, di sclerosi culturale che, illudendosi d'assurgere a figura carismatica promotrice di nuove iniziative, ha atrofizzato e fatto refluire il vivace circolo di passate amministrazioni, impedendo difatti quell'osmosi culturale, fonte di vita, e favorendo l'abbandonarsi e l'abbandono di soci, due mali, facce della stessa moneta, combattuti dalla sede centrale UIC a forza di proclami esortativi.
Nella circolare n.80 del 2007 il presidente nazionale Tommaso Daniele, per l'assemblea nazionale dei quadri dirigenti che avrà luogo a Tirrenia il 12 maggio, scrive che il primo argomento all'ordine del giorno sarà quello della "necessità di un diverso assetto organizzativo." Il presidente Daniele, conscio dei cambiamenti... anzi "sconvolgimenti epocali", tra le altre cose scrive: "I miei recenti approfondimenti, effettuati attraverso circolari, discussioni on line o incontri faccia a faccia, mi hanno rivelato un assetto associativo del tutto inadeguato ad un pieno coinvolgimento della base nella vita associativa: mancano gli strumenti di comunicazione tra dirigenti e soci, tra il centro e la periferia ; i ciechi che si domandano per quale motivo dovrebbero rinnovare la tessera sono sempre piu' numerosi"[...] "Ho personalmente constatato che le sezioni hanno realizzato meno del venti per cento delle raccomandazioni contenute nell'ormai troppo conosciuto e poco attuato nuovo modello associativo. Ritengo che da parte di tutti sia necessaria una seria riflessione su questo punto e da voi mi aspetto idee e proposte nuove piuttosto che le solite dichiarazioni di impossibilita' a fare certe cose, perche' la situazione del territorio e' particolare e cosi' via..."[...]
Signor Calleri, come essere in disaccordo con le parole del presidente Daniele? Le condivido e sottoscrivo pienamente e immagino la sua impotenza quando uno di voi presidenti provinciali gli dichiara l'"impossibilità a fare certe cose". Le vostre dichiarazioni che date a lui le accomuno a quelle che date anche a noi soci, quando un socio debole vi chiede se l'UIC abbia in programma qualche corso di alfabetizzazione informatica, più o meno avanzata, e voi rimandate alle calende greche, vi giustificate con una alzata di mani che palesa a ben guardare solo una vostra soggettiva e personale impossibilità.
Le voglio anche comunicare che ho provveduto a ritirare la delega all'UIC del contributo associativo che ogni mese veniva detratto dalla indennità di cieco civile che mi spetta: sono sulla soglia d'uscita della sua UIC poiché così mi avete portato a decidere. Forse così il suo "non operato" cadrà nella più totale indifferenza. Questa è l'unica partecipazione che mi è stata permessa in ben undici anni di iscrizione alla vostra solidale associazione. Un socio non ha bisogno soltanto di "ricevere", ma anche d'essere parte attiva, d'essere accettato e coinvolto, d'essere integrato. Altrimenti, signor Calleri, potremmo far rientrare alcuni casi di soci subdolamente isolati in materia di mobbing, fenomeno in crescita anche dentro una associazione.
Aggiungo infine la relazione che lei presenterà nell'assemblea del 28 aprile, punti che sta considerando "attività svolte dall'UIC" per l'anno 2006 come se fossero tutti meriti di cui essere orgogliosi. Solo quindici presunte "attività" che la sezione UIC di Siracusa, con ben nove consiglieri delegati, ha saputo generare in un intero anno: mediamente 1,66 attività per Consigliere, ossia dodici mesi in cui ogni consigliere ha avuto l'onere di realizzare poco più di una oberante iniziativa. "Attività" che a volte sembrano doni caduti dal cielo la cui unica azione attiva è stata quella di allargar le braccia, iniziative in alcuni punti volutamente chiare come guardarsi intorno senza la lente naturale o artificiale chiamata "cristallino", festeggiamenti e inaugurazioni di non si sa bene cosa (forse per aver ricevuto l'ennesimo finanziamento?)... insomma, signor Calleri, pare quasi una copia incartapecorita dell'Unione che fu, pace all'anima sua.
Tanto si doveva
Avola, li venerdì 20 aprile 2007
Giuseppe Di Grande
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RELAZIONE SULL'ATTIVITÀ' SVOLTA ANNO 2006
dalla Sezione Provinciale dell'UNIONE ITALIANA dei CIECHI e degli IPOVEDENTI di Siracusa
Friday, 2010 September 10 - 08:55
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