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ELIO MEDICI - Pensionato / ex consulente di informatica: Biblos mi è molto utile e pratico per la correzione di testi scannerizzati e la conversion in file audio di libri in formato testo. A volte usufruisco pure dei servizi internet proposti.


Si chiama Touchable Ink, è l’inchiostro di Samsung per stampare in braille con una normale stampante laser. La notizia non è recentissima, infatti risale al settembre 2016, ma merita un po' di attenzione. Questo inchiostro potrà essere un sostituto al costoso braille tradizionale?

Nel mondo ci sono circa 270 milioni di persone con gravi problemi di vista, di cui 40 milioni sono non vedenti totali. Il braille viene utilizzato da una piccola parte dei non vedenti, per situazioni culturali e per questione di costi di produzione.

Per esempio, le stampanti braille hanno un costo proibitivo per chi vorrebbe utilizzarle per uso domestico: spendere intorno a 3000 euro per una stampante minimamente decente non è proprio alla portata di tutti. Per fortuna in Italia è il Servizio Sanitario Nazionale a fornire in comodato d'uso le stampanti braille, ma bisogna saper scegliere, per non ritrovarsi con un dispositivo poco funzionale.

Samsung ha creato un inchiostro speciale che può essere utilizzato con le normali cartucce delle comuni stampanti laser. Questa evoluzione di Samsung è una notizia molto interessante che potrebbe innovare davvero il modo di stampare in braille, abbassandone notevolmente i costi e mettendo il braille a portata davvero di tutti.

Qualche anno fa, parlando con un sacerdote che dirigeva un istituto per ragazzi ciechi in Thailandia, egli mi raccontava della difficoltà di produrre braille per via dei costi delle stampanti. Forse Samsung ha pensato di risolvere proprio questo quando, insieme all’Associazione Thailandese dei Ciechi e un professore di chimica dell’Università Thammasat, ha cercato nuove soluzioni per stampare braille su carta.

Samsung ha inventato Touchable Ink, un inchiostro speciale che può essere utilizzato con le comuni stampanti laser. L'azienda coreana, anziché abbassare i costi dell'hardware, ha puntato sul materiale comune a tutte le stampanti: l'inchiostro. Certo, è un inchiostro speciale che costerà leggermente di più di quello normale, ma permetterà di ottenere braille a rilievo utilizzando hardware e carta comune.

Un foglio stampato a inchiostro resta liscio al tatto. Dopo aver stampato con Touchable Ink, Samsung mostra che per mettere in rilievo l'inchiostro speciale il foglio deve essere sottoposto a una fonte di calore, per esempio un forno o un asciugacapelli: così si formano punti e linee percettibili al tatto.

Per ora l'Inchiostro toccabile è ancora un progetto in sviluppo, ma ha già dimostrato la sua validità tanto da aver vinto il Grand Prix per la progettazione, la Sanità e l’ innovazione allo Spikes Asia 2016.

Mi occupo da anni di braille e di stampa a rilievo, avendo sviluppato Biblos che è un software per realizzare stampe di braille e grafici tattili. Non posso esimermi dal fare alcune considerazioni libere da pregiudizi e interessi su questa innovazione di Samsung.

Sicuramente Touchable Ink per le scuole potrà essere una vera rivoluzione, in quanto la Scuola italiana soffre della carenza di fondi per acquistare prodotti per realizzare braille e grafici tattili. Le notizie su questo inchiostro speciale si sono concentrate sul braille, ma personalmente vedo enormi possibilità di impiego nella realizzazione di grafici e disegni tattili usa e getta.

Per poter avere una superficie a rilievo il foglio stampato con Touchable ink ha bisogno di una fonte di calore in grado di innescare le necessarie reazioni chimiche per goffrare l'inchiostro stampato su carta. In genere chi stampa in braille non si limita a stampare una o poche pagine, anche per il fatto che il braille occupa più spazio dei comuni caratteri a stampa. Non è ipotizzabile che chiunque stampi, ogni volta debba essere costretto a mettere i fogli sotto un asciugacapelli o dentro un forno. Certo, tutto è possibile se si risparmiano 3000 euro, ma per chi stampa dieci, venti, cinquanta fogli, a lungo andare diventerebbe molto scomodo. Per un foglio va più che bene, per due fogli anche, per tre già inizia ad essere fastidioso. Per questo motivo ritengo che un inchiostro simile possa essere più utile alla stampa di disegni tattili, piuttosto che per il braille. A meno che in futuro non venga prodotta una stampante che possa già riscaldare il foglio per evidenziarne a rilievo le parti a inchiostro.

Non avendo toccato fogli stampati con Touchable Ink, non ho dati suficienti per considerare lo spessore dei tratti a rilievo. Una delle domande che mi sono posto è: lo spessore sarà sufficiente per essere percepito dal tatto di chiunque?

Credo che Touchable Ink possa avere un ottimo impiego in ambito didattico, soprattutto per la stampa di disegni e grafici tattili. Biblos già è in grado di stampare sia braille che grafici tattili con questa modalità e, quando Samsung metterà in commercio questo suo prodotto, potremo sin da subito provare a stampare a rilievo utilizzando una normale stampante laser.

Un cliente di Biblos anni fa mi chiese se con una normale stampante avrebbe potuto stampare in braille. Presi la domanda con sufficienza, perché il braille poteva essere stampato solo utilizzando un hardware specifico. Porgo le mie scuse a quell'utente, che aveva previsto con dieci anni di anticipo l'inchiostro che Samsung oggi ha prodotto e si appresta a distribuire.

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