STEFANO MURGIA - Psichiatra: Ho acquistato una licenza di Biblos, pur avendo una licenza di MSWord, perchè Biblos è più rapido e semplice da usare di Word 2007 (con menù del 2003). Le correzioni dei testi scansionati sono automatizzate, complete e facilmente modificabili. La generazione di audiolibri è facilissima, con le scelte già predisposte; assistenza ed evoluzione sono quotidiane e gestite da Di Grande con eccezionale disponibilità. Non uso il braille, ma Giuseppe fa praticamente assistenza alle stampanti braille...
In questo secondo episodio Matteo corre in aiuto dei suoi amici. Insieme saranno uniti per raggiungere un obiettivo comune nel segno dell'amicizia. Matteo conoscerà nuovi personaggi e vivrà un'altra fantastica e indimenticabile avventura.
Fiaba in 7 capitoli. 8000 parole ben calibrate e di semplice lettura. Circa 27 cartelle in 86 pagine braille. 43 fogli solo braille fronte/retro, oppure in tandem inchiostro-braille, oppure 24 pagine solo inchiostro.
Era l'ora di educazione fisica. Matteo si trovava in palestra, insieme agli altri bambini della sua classe. Aveva appoggiato il bastone sul lato di un grande materassone azzurro, mentre il professor Gualtiero, un omone che portava al collo un fischietto argentato, come se dirigesse un'orchestra, a suon di musica da discoteca impartiva a tutta la classe i movimenti ginnici da compiere.
«Forza ragazzi! Schiena dritta! Mento in avanti! Sù le braccia! Giravolta a sinistra! Ora a destra! Ginocchio sinistro fino al petto! Ora l'altro!»
L'ora di ginnastica era molto piacevole, più di ogni altra lezione. Peccato che ogni settimana erano disponibili soltanto due ore. Quegli esercizi, anche se semplici da svolgere, erano utili ai ragazzi per padroneggiare i movimenti e la postura del corpo. Sebbene non ne fosse consapevole, dopo due anni di scuola e di esercizi, Matteo stava sviluppando il suo personale schema corporeo, coordinando la motorietà e la lateralità del proprio corpo, distinguendo ormai con naturalezza il lato sinistro da quello destro, anche rispetto allo spazio circostante.
Erano gli ultimi giorni di marzo. Il tepore del sole rendeva l'aria del primo mattino particolarmente frizzante. La porta della palestra interna era aperta, così dal giardino esterno arrivava il profumo della prima fioritura e il cinguettare allegro degli uccellini.
«Basta così! Avete dieci minuti di libertà. Tutti in giardino, ma non pascolate!» Disse il professor Gualtiero.
A quella battuta i bambini risero. Prima che finisse l'ora, il professore dava loro dieci minuti di svago per riposarsi dall'attività fisica. Matteo prese il bastone e si diresse fuori.
Il giardino era una grande area all'aperto, interna alla scuola, con dei vialetti delimitati da aiuole e da alberelli di siliquastro, con le foglie rosso-verde e un accenno di fiorellini lavanda, e di paulownia tomentosa, dalle foglie a cuoricino e una spruzzata di boccioli bianchi e lillà. Su tre lati del giardino c'erano i muri giallini dell'edificio scolastico, da cui si affacciavano alcune finestre, mentre sul lato restante c'era un muretto sovrastato da una ringhiera nera e scrostata, che dava in aperta campagna.
venerdì, 18 maggio 2012 - 05:21
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